"La benzina a 4 euro". Ecco come stanno davvero le cose

I costanti aumenti della benzina prospettano scenari inediti per il prossimo futuro: se si verificheranno una serie di incastri, il prezzo potrebbe volare a 4 euro. Ecco cosa ha detto l'esperto

"La benzina a 4 euro". Ecco come stanno davvero le cose

L'ipotesi è molto remota e allo stato attuale non c'è motivo che si possa verificare ma c'è chi ipotizza che il prezzo della benzina possa raggiungere la cifra folle di 4 euro al litro. Questo scenario oggettivamente catastrofista prende in esame tre incastri perfetti: l'aumento del prezzo del greggio dagli attuali 84 a 200 dollari, le compagnie petrolifere dovrebbero smettere di investire e la domanda di materie prime dovrebbe rimanere molto alta.

Ecco lo scenario choc

Come abbiamo trattato di recente sul Giornale.it, continua a salire il prezzo dei carburanti che si mantengono a livelli record da alcuni anni a questa parte: gli ultimissimi aggiornamenti del Mise, il prezzo medio nazionale per la benzina in modalità self-service va 1,746 euro/litro (medie tra 1,744 e 1,755 euro al litro); invece, il prezzo medio per il diesel in modalità self è di 1,610 euro/litro (medie tra 1,612 e 1,617 euro al litro). Quanto prospettato da uno dei massimi esperti italiano del settore è sconcertante: se il petrolio continuerà ad aumentare, la benzina potrebbe toccare un valore choc di 4 euro al litro, in pratica il doppio di adesso ed un prezzo mai raggiunto nella storia. È chiaro che si tratta di uno scenario impensabile ma potrebbe verificarsi se il prezzo del greggio arrivasse a 200 dollari dagli attuali 84, più del doppio.

È quanto affermato a Repubblica da Alberto Clò, deirettore della Rivista Energia, dove ha descritto lo scenario più nero. "Nel medio termine potremmo vedere il vero impatto del crollo degli investimenti e se i prezzi saliranno a 150-200 dollari al barile, come qualcuno ipotizza, la nostra benzina potrebbe toccare i 4 euro al litro".

Tre ragioni per gli aumenti

Secondo Clò, sarebbero tre i motivi alla base dell'impennata dei prezzi: la ripresa della domanda in parallelo a quella parziale dell’attività economica; il governo dell’offerta da parte dei paesi OPEC con Russia e alleati (OPEC Plus) e il crollo degli investimenti. E poi, il ruolo non indifferente della Cina che sta attraversando una grave crisi energetica che ha imposto al governo di comprare carbone, metano e petrolio “a qualsiasi prezzo”, alimentando l’ascesa sui mercati internazionali. E poi, a contribuire agli aumenti c'è una crescita minore dell'offerta unita ad un crescente prelievo delle scorte.

Dai dati dell'Unem ('Unione energie per la mobilità), la benzina è aumentata del 10,4% rispetto a settembre 2020 (+10,8% rispetto al 2019) mentre il prezzo del gasolio è cresciuto del 6,2% (+7,6 rispetto al 2019). Il carburante per gli aerei, invece, nonostante un +62% nell'ultimo mese rimane inferiore del 47% rispetto al 2019. L'Unem, infine, ha segnalato aumenti anche per tutti gli altri usi di gasolio e gpl.

Cosa ha deciso la Francia

Il governo francese ha promesso una "indennità di inflazione" di 100 euro per i francesi che guadagnano meno di duemila euro netti al mese, a partire da dicembre, per far fronte al caro-benzina. Lo ha nnunciato il premier, Jean Castex, assicurando che il prezzo verrà "bloccato" per tutto il 2022.

L'emittente Bfmtv ha spiegato che saranno 38 milioni i francesi che beneficeranno del contributo di 100 euro che sarà versato automaticamente a coloro i quali possiedono i requisiti richiesti. L'aiuto è rivolto anche a tutti coloro hanno bisogno quotidianamente della loro auto non solo per recarsi al lavoro, ma anche per tutti quei disoccupati che utilizzano il mezzo per cercare un'occupazione.

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