Berlusconi: "Stop big tech senza regole"

Timori di danni gravi per le aziende Ue. Giorgetti: "Nessun passo indietro su global tax"

Berlusconi: "Stop big tech senza regole"
00:00 00:00

Mfe-Mediaset chiude un ottimo bilancio 2024 (conti preliminari), rilancia le sue ambizioni europee, ma nello stesso tempo lancia un forte allarme sullo strapotere delle big tech americane. A farsene carico è lo stesso ad del gruppo Pier Silvio Berlusconi, che accusa i giganti digitali di agire senza regole stravolgendo la concorrenza con i media di origine tradizionale che, invece, le regole le hanno e le rispettano.

«Siamo pronti alla sfida europea - ha commentato Berlusconi - ma è arrivato il momento di regole più giuste per tutti. Le big tech e i colossi dello streaming godono di vantaggi che, alla lunga, penalizzeranno non solo il settore dei media, ma tutte le aziende nazionali ed europee», andando a pesare, nel lungo periodo, su occupazione e salari di tutto il sistema. Parole che rimandano a quanto dichiarato dalla sorella Marina Berlusconi, presidente della holding Fininvest oltre che di Mondadori: «C'è un problema di concorrenza sleale grande come una casa» ha detto Marina in una recentissima intervista alludendo alle big tech e aggiungendo che «sono riusciti a imporre nella nostra vita di tutti i giorni la dittatura dell'algoritmo».

L'appello di Pier Silvio Berlusconi - che non chiede favori per il settore tivù, ma reclama che almeno non ci siano palesi svantaggi - è rivolto all'Unione Europea, colpevole di non aver trasformato in strumenti efficaci le imposte mirate quali la web e la minimun tax. Non a caso gli fa eco il presidente di Confindustria, Emanule Orsini, che nel giorno dei dazi di Trump ricorda alla Ue di «agire per difendere il proprio mercato e garantire una concorrenza equa».

E l'appello di Berlusconi raccoglie un immediato anche se indiretto sostegno dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che, sulla tassazione internazionale ha detto: «Dovremmo puntare a consolidare quanto realizzato ed evitare di fare passi indietro». Secondo Giorgetti, che ha parlato a Cape Town per il G20, «dobbiamo essere consapevoli che approcci unilaterali e non coordinati creano tensioni tra i paesi e un ambiente fiscale incerto che scoraggerebbe gli investimenti».

Nonostante la concorrenza spietata dello streaming, Mfe ha chiuso un bilancio 2024 con utili netti di 251 milioni, in crescita del 15% e del 60% rispetto a quanto preventivato a inizio esercizio. I ricavi toccano quota 2,94 miliardi (+5%), i flussi di cassa il record di 343 milioni (+23%) con l'indebitamento finanziario a 692 milioni, ai minimi degli ultimi 10 anni. Mentre il 2025 di Mfe è iniziato con una raccolta pubblicitaria che a gennaio ha segnato +1%.

Nessun cenno agli sviluppi su ProsiebenSat, la tv tedesca di cui Mediaset controlla il 29,9%.

La vittoria di Merz e della Cdu alle elezioni del 23 febbraio è considerato un dato politico positivo. Ma bisognerà aspettare almeno il prossimo 6 marzo, quando sono in agenda l'approvazione del bilancio 2024 e le strategie future di ProsiebenSat. A cui farà seguito il cda di Mfe del 16 aprile.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica