Bpm, vince la Consob: maxi multa ai dipendenti

L'«Associazione Amici», il blocco di potere para-sindacale che fino all'arrivo di Andrea Bonomi ha rappresentato la stanza di compensazione tra il cda della Banca Popolare di Milano e i dipendenti-soci, ha agito come un patto occulto e «ha tradito» nei fatti «gli scopi» per i quali era nata. La Consob, in un documento intercettato dal Giornale, smonta in punta di diritto l'intera linea difensiva approntata dai vertici della disciolta associazione. Il verdetto apre la strada alle sanzioni contemplate dal «Tuf»: da 25mila a 2,5 milioni per ognuno dei 19 «imputati», per un ammontare complessivo massimo di 47,5 milioni. Il provvedimento è stato notificato per raccomandata agli ex componenti del Consiglio direttivo e del Comitato di controllo dell'Associazione. Gli stessi che avevano ricevuto le multe di Bankitalia da 30mila euro (60mila per l'ex presidente). Nelle 40 pagine di struttoria, l'Authority di Giuseppe Vegas analizza, ricordando le ispezioni della Vigilanza, l'intero operato degli «Amici» soprattutto tra il 2010 e il 2012: dal «condizionamento» effettuato sulle politiche gestionali di Bpm alle cosiddette «promozioni politiche» (cioè sindacali), fino al predominio esercitato sull'assemblea, come quando fu bocciato l'aumento delle deleghe.
L'affondo della Consob cade mentre in Bpm infuria la battaglia sul progetto di trasformazione in Spa «ibrida», proposto da Bonomi insieme alla nascita di una Fondazione onlus. La scorsa settimana lo scontro è arrivato in cds, quando Maurizio Cavallari, Ruggiero Cafari Panico (entrambi vicini alla Uilca) e Enrico Castoldi (Fiba) hanno prospettato un piano alternativo per il mantenimento della cooperativa. La mossa è solo l'inizio dell'offensiva della vecchia guardia della banca, mentre alcune segreterie faticano a trovare la linea comune tra gli iscritti. La Fisac ha aperto al «progetto Spa», la Fiba è contraria e la Uilca fredda, ma in realtà tutto dipende se il 27 aprile l'assidarà l'ok al voto «telematico». In caso di assenso e se saranno sciolti i dubbi giuridici, Bonomi dovrebbe avere la vittoria in tasca. Viceversa sarà difficilissimo.

Il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni, e il capo della delegazione Bpm, Matteo Magrini, annunciano invece a una sola voce che scriveranno una lettera aperta al governatore Ignazio Visco per interrogarlo sulla Spa ibrida. L'attenzione è puntata su martedì, quando Bonomi consegnerà ai sindacati un piano dettagliato.

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