Efficienza Pubblica amministrazione: peggio di noi in Europa solo Malta e Grecia

Impietosa analisi della Cgia di Mestre: il cattivo funzionamento della nostra macchina pubblica ci fa perdere gli investimenti stranieri

Peggio di noi, in Europa, solo Malta e Grecia. Stiamo parlando dell'efficienza nel rapporto tra imprese e Pubblica amministrazione: l'Italia, secondo l'ufficio studi della Cgia, è al quindicesimo posto nell'area Euro (nella graduatoria mondiale ci posizioniamo al 65° posto). Per stilare la classifica la Cgia ha analizzato una dozzina di indicatori che, messi insieme, permettono di capire meglio dov'è più semplice fare impresa e dove, invece, è assai difficile. A salire sul gradino più alto del podio è la Finlandia, seguita da Irlanda e Germania. La burocrazia costa al sistema imprenditoriale 31 miliardi: mediamente 7.000 euro all’anno per ogni azienda.

E c'è un altro aspetto negativo su cui la Cgia punta il dito: a causa del cattivo funzionamento della nostra macchina pubblica e per l’eccessivo peso della burocrazia, l’Italia è in coda alla classifica europea per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (Ide). Solo la Grecia è meno "attaente" per gli investitori stranieri, che non vengono da noi - ricorda la Cgia - perché, ad esempio, la giustizia funziona poco e male, perché il deficit infrastrutturale è drammatico, perché la presenza in alcune aree del Paese della criminalità organizzata ha toccato livelli preoccupanti, ma soprattutto perché i tempi di pagamento della nostra Pa sono i peggiori d’Europa.

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, spiega che "al sistema delle piccole e medie imprese, che costituisce il 99,9% del totale delle aziende presenti in Italia, la burocrazia costa, in termini assoluti, quasi 31 miliardi di euro all’anno" con un costo per
ciascuna di queste Pmi stimato "in media a circa 7.000 euro. Tali costi - aggiunge- penalizzano di più le piccolissime imprese". Infatti "il 74% degli artigiani e dei commercianti lavora da solo: pertanto, la gestione degli adempimenti burocratici viene svolta direttamente dal piccolo imprenditore, che, in alternativa, si deve rivolgere ad un libero professionista o ad una Associazione.

Sia chiaro - conclude Bortolussi - parte della burocrazia è ineliminabile, utile ed indispensabile, tuttavia è necessario avviare una riforma della nostra Pubblica amministrazione per renderla più snella, più efficiente e meno costosa".

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