A Mps serve uno sposo entro l'anno

Sfumano l'aumento e la proroga del bonus fiscale. Occhi su Unicredit e Banco Bpm

A Mps serve uno sposo entro l'anno

Dta (deferred tax asset) indietro tutta. Salta il rafforzamento degli incentivi fiscali alle aggregazioni delle imprese che, secondo indiscrezioni, avrebbe dovuto essere contenuto nel decreto Sostegni Bis. Diventano q quindi più difficili i matrimoni bancari per cui la dote fiscale è decisamente ricca e più ancora le operazioni di salvataggio.

Deutsche Bank aveva calcolato, sui bilanci 2020 del settore, 11,6 miliardi di Dta (ovvero le perdite trasformabili in crediti di imposta in caso di fusione). E in Piazza Affari a farne le spese è stato innanzitutto il Monte dei Paschi (controllata al 64% dal Tesoro) che ha perso lo 0,5% a 1,2 euro; al contrario Unicredit, che da tempo il Mef cerca di far convolare a nozze con l'istituto ora affidato a Guido Bastianini, ha messo a segno un rialzo dello 0,4% a 10,24 euro. Deboli anche Banco Bpm (-2,1%) e Bper (-0,9%), ritenute possibili protagoniste della terza ondata di aggregazioni avviata dal successo dell'Opa di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

«Resta quindi il limite al 2% (degli asset della banca più piccola coinvolta nella fusione ndr) sull'ammontare delle Dta trasformabili in crediti di imposta e la scadenza al 31 dicembre 2021. L'anno prossimo potranno avere luogo solo code di procedure già approvate nel 2021», ha detto il ministro dell'Economia Daniele Franco, rispondendo a una domanda sugli incentivi alle aggregazioni nel corso della conferenza stampa sul Decreto Sostegni Bis. «Non è stato un tema oggetto di un grande dibattito perché è relativamente marginale in questo decreto».

Sul mercato, da settimane, si ipotizzava l'aumento della soglia di Dta convertibili al 3% del totale degli attivi della banca preda e, soprattutto, il prolungamento della misura al 2022 per dare ulteriore spinta al consolidamento bancario agognato sia dalle istituzioni italiane sia dalla Bce. A poco più di sei mesi dalla fine dell'anno, non sarà semplice spingere i promessi sposi ad accelerare le trattative di nozze per non perdere la dote (che rimane elevata, anche se meno appetibile delle attese), tanto più che in Unicredit e Bper si è appena insediato un nuovo management, rispettivamente Andrea Orcel a Piazza Gae Aulenti e Piero Montani a Modena. Il focus rimane comunque su Mps che, secondo gli analisti, porta in dote un portafoglio di Dta di 3,8 miliardi, ma anche su Unicredit (per cui si stimano 4,35 miliardi di Dta circa), Banco Bpm (un miliardo e Carige (827 milioni).

Ieri l'Antitrust Ue ha poi multato per un totale di 371 milioni tre banche accusate di aver preso parte a un cartello sul mercato obbligazionario tra il 2007 e 2011: Unicredit (69,4 milioni), Nomura (129,5 milioni) e Ubs (172,4 milioni). Anche Bofa, Rbs e WestLB sarebbero state coinvolte, ma non sono state multate.

«È inaccettabile che, nel mezzo della crisi finanziaria, quando molte istituzioni sono state salvate dai finanziamenti pubblici, queste banche di investimento siano colluse a spese della Ue e degli Stati membri», ha detto Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione. Unicredit ha subito contestato «con forza la decisione della Commissione», sostenendo «che la stessa non dimostri alcun comportamento scorretto» e preannunciando «l'appello presso le Corti europee».

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