Rate non pagate? Arriva il salvagente del Fisco. Cosa cambia sulle cartelle

Il Decreto aiuti disciplina le norme per chi deve rateizzare cartelle esattoriali fino a 120mila euro. Aumenta l’elasticità ma non viene meno la severità dei piani di rientro del dovuto all’erario. Subentrano anche logiche di compensazione

Rate non pagate? Arriva il salvagente del Fisco. Cosa cambia sulle cartelle

La legge di conversione del Decreto aiuti dà un po’ più di ossigeno a chi deve rateizzare le cartelle esattoriali, rimanendo però all’interno di limiti imprescindibili. Tra le novità, limitatamente ai debiti fino a 120mila euro, la possibilità di saltare fino a otto rate prima della decadenza e quella di compensare i debiti e i crediti con il fisco. Ecco le novità.

La semplificazione per rateizzare le cartelle

L’Agenzia delle entrate-riscossione ha pubblicato una nota nella quale ha elencato le novità. Tra queste la possibilità, a partire dal 16 luglio appena trascorso, di dilazionare debiti fino a 120mila euro (la soglia massima precedente era di 60mila euro). Per accedere alla possibilità di stabilire con l’erario un piano di rientro fino a 72 rate, ovvero sei anni, è sufficiente una domanda alla quale il contribuente non deve allegare documentazione per dimostrare la fragilità del momento economico che sta attraversando.

Esiste, in casi limite, la possibilità di diluire il debito in 120 rate (10 anni) ma occorre dimostrare di versare in una situazione economica particolarmente delicata al cui proposito l'ente di riscossione ha pubblicato un apposito formulario.

La modulistica per inoltrare la domanda è disponibile qui per i privati e qui per le aziende e i professionisti. Durante i prossimi giorni, anche se nessuna data è stata ancora specificata, sarà possibile fare domanda in modo autonomo grazie al servizio “Rateizza adesso” a cui si potrà accedere mediante Spid, Cie o Cns.

La decadenza, ossia la perdita della facoltà di sanare a rate i debiti con l’erario, subentra dopo 8 rate non pagate invece delle cinque canoniche. Un ampliamento delle maglie descritto nella Legge 91/2022 e che riguarda ogni singola istanza presentata all’erario. In caso di decadenza il debito non potrà essere più dilazionato ma, a vantaggio del contribuente, c’è anche la possibilità di compensare i debiti con i crediti vantati nei confronti dello Stato e questo senza la necessità di rinnovare ogni anno il rapporto debiti-crediti. A questa opportunità si unisce quella di compensare anche i crediti per prestazioni professionali prestate alla Pubblica amministrazione. Sono tutte misure che possono essere estese alle cartelle gestite dagli enti di riscossione a partire dal 1. ottobre del 2013 ma che non superino i 24 mesi antecedenti all’anno in cui si chiede la compensazione.

Poiché ogni richiesta di rateizzazione è un capitolo a sé stante, la decadenza di un piano di rimborso non inficia né sugli altri eventualmente aperti dal medesimo contribuente né su quelli che eventualmente aprirà in futuro.

Il calendario delle riscossioni

Sono attualmente in vigore disposizioni e parametri di decadenza diversi, parte dei quali risalenti al mese di marzo del 2020, in corrispondenza quindi della sospensione delle riscossioni imposta dall’emergenza sanitaria. Chi aveva chiesto dilazioni del debito prima dell’8 marzo del 2020 ha potuto beneficiare di una decadenza fissata in 18 rate non pagate. Le richieste presentate dopo l’8 marzo ma prima del 31 dicembre 2021 sottostanno all’egida delle 10 rate non saldate prima dell’intervento della decadenza e, per le rateizzazioni chieste tra il 1. gennaio 2022 e il 15 luglio 2022 la decadenza scatta a partire dalla quinta tranche non corrisposta.

Queste misure restituiscono un ulteriore prova delle difficoltà economico-finanziarie che sta attraversando il Paese, si tratta infatti di modiche alla struttura delle modalità con cui l’erario si approccia ai contribuenti.

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