Kansas, settantenne uccide tre ebrei al grido di "Heil Hitler"

È successo vicino Kansas City. Il killer farebbe parte di un gruppo neonazista votato all'intolleranza

Kansas, settantenne uccide tre ebrei al grido di "Heil Hitler"

"Heil Hitler". Queste le uniche parole professate dall'americano settantenne che ieri, nella città di Overland Park, (Kansas), in preda ad un rigurgito nazista ha aperto il fuoco alla vigilia di Pesach (la Pasqua ebraica), uccidendo tre persone e ferendone un'altra. L'uomo avrebbe imbracciato il fucile a pompa dirigendosi dapprima al Jewish Community Center. Qui, dopo aver chiesto ad alcuni passanti il loro orientamento religioso, ha aperto il fuoco contro tre persone, uccidendone due, un uomo ed un teenager che, peraltro, non erano nemmeno ebrei ma metodisti evangelici. In seguito, Frazier Glenn Closs - questo il suo nome - si è avviato verso il vicino Village Shalom di Leawood, una casa di riposo per anziani, e qui ha nuovamente premuto il grilletto, stavolta uccidendo una donna.

Il movente, per gli investigatori, è tutto da chiarire. Le prime indiscrezioni affermano che l'uomo facesse parte di un gruppo neonazista dai caratteri accesi, inneggiante alla supremazia bianca e che incitiva all'antisemitismo. Pare che, oltretutto, l'uomo fosse già stato coinvolto in simili episodi di intolleranza. Dalla casa Bianca è arrivata subito una dura risposta: "Non conosciamo ancora tutti i dettagli dell'accaduto ma i primi resoconti sono strazianti", ha detto il presidente Obama. "Assicureremo il pieno supporto del governo federale e dell'Fbi nelle indagini in atto", ha continuato. L'uomo è stato poi bloccato vicino alla Valley View Park Elementary School e portato in caserma per accertamenti.

L'America si ritrova a vivere nuovamente lo spettro delle violenze passate. Dopo l'invasione di volantini del Ku Klux Klan che ha risvegliato nelle principali città americane la paura per un odio razziale che sembra farsi più pressante, questo episodio mette in allerta le autorità sulle violenze razziali e religiose che sembrano in aumento negli States. Violenze che per alcuni vengono - oltretutto - foraggiate da una politica sulle armi troppo libertina.

Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, non ha tardato a far sentire la sua voce: "Mentre ci prepariamo a celebrare la Pasqua ebraica, un'incredibile notizia in arrivo dal Kansas colpisce tutti gli ebrei del mondo compresi i membri della Comunità Ebraica di Roma. Il duplice attentato negli States in due luoghi ebraici è un atto che ci lascia con le lacrime agli occhi per le morti dei nostri fratelli e per la rabbia contro chi ancora oggi propaga odio. I rigurgiti dell'ideologia nazista - continua - sono presenti in Europa come negli Stati Uniti e le democrazie dei due continenti non possono restare inermi di fronte a questi fenomeni. Ora si faccia giustizia.

E alle famiglie delle vittime ci stringiamo come mai alla vigilia di Pesach". Nel frattempo, tutti gli ebrei americani si uniscono al cordoglio delle vittime del Kansas, proprio alla vigilia della Pasqua che promuove la pace tra i popoli e l'aiuto verso il prossimo.

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