"Ribellione naturale. Sto con loro”. I soliti “cattivi maestri” che elogiano i vandali

Per il co-fondatore di Potere Operaio la rivolta francese è destinata a dilagare: "La ribellione è lo sbocco naturale"

"Ribellione naturale. Sto con loro”. I soliti “cattivi maestri” che elogiano i vandali
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Ancora proteste in Francia dopo l'uccisione da parte della polizia del giovane Nahel Merzouk. Da Parigi a Rennes, passando per Nizza, Marsiglia e Lione: scontri tra forze dell'ordine e manifestanti, centinaia di fermati per un totale di 3 mila arresti. L'Europa osserva con preoccupazione quanto sta accadendo in queste ore, ma c'è chi si schiera senza e senza ma al fianco dei dimostranti: parliamo di Oreste Scalzone, co-fondatore di Potere Operaio che da anni vive a Parigi. La rivolta è la risposta al potere che ammazza, il sunto del pensiero dell'amico di Cesare Battisti, che con l'ex leader dei Pac ha condiviso l'esperienza della latitanza a Parigi sotto la protezione della dottrina Mitterrand.

"La gigantesca mobilitazione, il dilagare della rivolta, sono adeguate ad una risposta necessaria alla logica dei poteri costituiti, all'ammazzar persone come normale amministrazione. Tutto in nome del 'mantenimento dell'ordine a cui le polizie sono preposte", le parole di Scalzone ai microfoni dell'Adnkronos. Gli scontri di queste ore seguono le proteste dei gilet gialli - a cui aveva partecipato anche lo stesso volto di spicco della sinistra extra-parlamentare - e le mobilitazioni per la riforma delle pensioni. Ma non è tutto.

Secondo Scalzone la rivolta francese è destinata ad espandersi ulteriormente: "Difficile fare delle previsioni - sottolinea Scalzone -, ma credo che, stanti così le cose, la tendenza sia al dilagare". Che fare, dunque? "Che fare chi?", ha aggiunto il settantaseienne incalzato dall'agenzia di stampa: "Io faccio parte, e sto dalla parte di questa comunità generale di gente che vive sulla sua pelle le logiche del sistema, e se non si ribella ne risulta schiacciata. La ribellione è dunque lo sbocco naturale".

Dal 1981 al 2007 sotto la protezione della dottrina Mitterand - che vietava le estradizioni per atti di natura violenta ma d'ispirazione politica - Scalzone è stato sottoposto a diversi procedimenti giudiziari per quanto accaduto negli anni di piombo. L'attivista di estrema sinistra fu condannato, in contumacia, a otto anni di reclusione per partecipazione ad associazione sovversiva nel 1988, nell'ambito del processo 7 aprile. Pena e reati sono stati poi dichiarati prescritti nel 2007 dai giudici della Corte d'assise di Milano.

Nel 1994 fu nuovamente imputato in contumacia nel maxi-processo contro gli Autonomi a Milano, sempre per fatti risalenti agli anni di piombo. A fronte di una richiesta di 22 mesi, Scalzone non venne condannato per prescrizione del reato.

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