Fiat, accordo separato: resta il no della Fiom

Accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno firmato il nuovo documento, integrato, presentato dal Lingotto. La Fiom ha confermato il suo no

Fiat, accordo separato: resta il no della Fiom

Roma - Accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno firmato il nuovo documento, integrato, presentato dal Lingotto. La Fiom ha confermato il suo no. La Fiat ha sottoposto ai sindacati dei metalmeccanici un nuovo documento in cui viene aggiunto il 16/o punto relativo alla istituzione di una commissione paritetica di raffreddamento sulle sanzioni, come era stato richiesto dalle organizzazioni che venerdì scorso avevano già dato un primo ok. I sindacati dei metalmeccanici firmatari dell’accordo sullo stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco hanno promosso un referendum tra i lavoratori che si terrà il prossimo martedì 22 giugno. Lo riferiscono al termine dell’incontro che si è tenuto in Confindustria.

Sacconi: "Fiom non è più quella di una volta" A Pomigliano "c’è un sindacato che coraggiosamente si mette in gioco, si compromette e accetta la sfida della competitività". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aggiungendo: "Poi invece c’è un sindacato paralizzato dal blocco ideologico. Purtroppo la Fiom - ha sottolineato il ministro nel corso della presentazione di un suo libro scritto a quattro mani con Gianni De Michelis - non è più quella di una volta. Una volta era un’aristocrazia operaia che non avrebbe mai commesso l’errore di allontanarsi dalla sua base". 

Brunetta: "Fiom fa uso improprio della Carta" Il riferimento alla Costituzione da parte della Fiom è "inaccettabile" e rappresenta "un uso improprio" della Carta fondamentale. È quanto sostiene il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, parlando della posizione del sindacato dei metalmeccanici sull’accordo con Fiat per lo stabilimento di Pomigliano. Brunetta, nel corso del suo intervento a un convegno organizzato dalla fondazione Magna Carta, commentando le argomentazioni della Fiom, ha affermato: "Mi sembra si faccia un uso improprio della Costituzione, tutti hanno i loro diritti però questo mi pare eccessivo". E ha aggiunto: "Dire no all’accordo perchè violerebbe diritti costituzionali, solo perchè si vuole proibire l’assenteismo ingiustificato e gli scioperi individuali finalizzati al non rispetto di accordi sindacali, è assolutamente fuori luogo e inaccettabile".
Oggi il tavolo Per i sindacati sono presenti i segretari generali di Fim-Cisl, Uilm, Fismic, rispettivamente Giuseppe Farina, Rocco Palombella e Roberto di Maulo. Per l’Ugl Metalmeccanici partecipa il vicesegretario nazionale Antonio D’Anolfo. Per la Fiom invece è presente come osservatore il responsabile del settore auto, Enzo Masini. Il Lingotto è rappresentato da Paolo Rebaudengo, responsabile delle relazioni industriali. In mattinata anche il presidente del Senato, Renato Schifani, aveva invitato a "non far prevalere la logica dei veti incrociati".

L'appello di Schifani Pomigliano è un banco di prova per tutti. Non può e non deve prevalere la logica dei veti incrociati. Non è più il tempo del no e della fuga". Il presidente del Senato Renato Schifani risponde alla linea dura del sindacato sostenendo che "per salvare l’occupazione e la dignità del lavoro serve uno sforzo comune ed un sano realismo". In tempi di grave incertezza economica e di precarietà del lavoro "a tutti è richiesto uno sforzo supplementare non solo di fiducia ma soprattutto di coraggio e generosità - ha concluso Schifani - diventa indispensabile una forte e rinnovata alleanza tra imprenditori e lavoratori, tra imprese e famiglie, tra giovani e anziani".

Cisl pronta a firmare "La Cisl è pronta a firmare l’accordo perché vuole gli investimenti e perchè tutte le regole contrattuali sono salve. L’accordo si può fare perchè la maggior parte dei lavoratori è d’accordo e anche l’80% dei sindacati", ha spiegato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, facendo sapere che "respinge il gioco mediatico della Fiom, la sua ritrosia a qualsiasi innovazione. La Fiom rilancia i rischi sulla Costituzione ma sono una bugia, alza solo una cortina fumogena per accalappiare i media". Quindi, Bonanni si appella "alla responsabilità della Cgil su questa vicenda. Epifani non si faccia trascinare nel gorgo da chi usa la Costituzione per evitare l’innovazione. L’Italia senza produzione non vive". Secondo Bonanni, la Fiom "tiene in ostaggio l’economia italiana e l’occupazione in un momento in cui abbiamo bisogno di investimenti anche per dare un segnale che in Italia si può investire. L’illegittimità dell’accordo è una scusa per coprire la responsabilità della Fiom che non vuole i cambiamenti".

Epifani: "La Fiat ci ripensi" "Marchionne ci ripensi: non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non può diventare una fabbrica-caserma. E il 'piano B' sarebbe anche una sua sconfitta", ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in una intervista a Repubblica. Secondo Epifani, "c’è un capitolo del documento della Fiat che apre problemi molto gravi. Riguarda la malattia e lo sciopero. Abbiamo consultato insigni giuristi e ci dicono che, senza chiarimenti e correzioni, quelle clausole appaiono illegittime o addirittura incostituzionali. Mi domando: si può sottoscrivere un accordo con questi profili di illegittimità? Questo è il punto. Conviene alla Fiat che chiede certezze uno scenario di questo tipo?". "Le nostre preoccupazioni - sottolinea Epifani - sono molto fondate: al primo ricorso quel piano non regge".

Da parte sua la Cgil, afferma il leader sindacale, "è assolutamente disponibile a trovare soluzioni per un assenteismo che a tratti ha assunto a Pomigliano caratteristiche intollerabili". La possibilità che Marchionne scelga un 'piano B' per lo stabilimento campano, prosegue Epifani, "sarebbe anche una sua sconfitta. Gli chiedo di non attuarlo, ma so che il 'piano B' è concretamente nelle sue mani".

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