Gay aggrediti, Svastichella al gip: "Io provocato"

Alessandro Sardelli, il 40enne romano in carcere per aver accoltellato due giovani omosessuali al gay village, si difende nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip: "Non ho niente contro i gay. Non so nulla del coltello, non ne avevo". Il pm chiederà il giudizio immediato

Gay aggrediti, Svastichella al gip: "Io provocato"

Roma - "Non ho niente contro gli omosessuali. Sono stato provocato". Questo quanto affermato da Alessandro Sardelli, Svastichella, l’uomo accusato di aver aggredito due omosessuali sabato scorso, rispondendo alle domande del gip Renato Laviola. L’uomo è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli a seguito della misura cautelare emessa nei suoi confronti dallo stesso gip. Nel corso dell’atto istruttorio, svolto alla presenza del pm Pietro Pollidori e del legale dell’indagato, l’avvocato Anna Maria Di Giacomo, l’uomo avrebbe anche spiegato che "è stato un incidente. È stata un’aggressione reciproca - ha detto -. Non so nulla del coltello, non ne avevo".

Ricostruzione Quella sera, nelle strade dell’Eur, in compagnia di Sardelli, c’era anche la fidanzata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo l’incrocio casuale, con i due giovani gay però è scattato qualcosa nella mente di Svastichella. In breve è nata una discussione. Sardelli, oggi, ha sostenuto, di essere stato offeso, insultato, dopo il suo invito a smetterla con quelle effusioni. Allo scambio di parole è però subito seguito il lancio di una bottiglia, che Sardelli, dopo aver colpito alla testa uno dei due gay, ha usato, con il coccio per ferire, al petto, Dino G., l’omosessuale originario di Tolentino che è ricoverato da giorni all’ospedale Sant’Eugenio.

Giudizio immediato  La procura, visto lo stato degli atti, sarebbe intenzionata a chiedere il giudizio immediato per Sardelli, per le accuse di tentato omicidio e lesioni gravi. Gli investigatori ritengono che il quadro probatorio sia abbastanza definito e che non ci siano ulteriori elementi da sviluppare.

Anche per questo non sarebbero stati messi in calendario ulteriori atti istruttori, come l’ascolto di persone informate sui fatti. Il tema della "provocazione" offerto da Sardelli non è considerato poi determinante per il pubblico ministero. Nessuna discussione aveva una ragione per sfociare in una aggressione simile.

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