Se il disarmato genera guerra

La libertà è sempre a una generazione di distanza dalla sua estinzione, diceva il sommo Ronald Reagan

Se il disarmato genera guerra
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Come si fa a fare politica e non capire che in un mondo in cui tutti sono armati tranne uno, è proprio quello disarmato a mettere a rischio la pace? La pace si regge su un equilibrio tra benessere economico e deterrenze, cioè il timore riverenziale che se ti attacco ci rimetto più del possibile beneficio, non sui pensierini buonisti da quinta elementare. Quelli assistono la nostra morale quotidiana, che può essere priva di interessi. Le nazioni gli interessi li hanno, e non tutte sono democrazie, anzi. Dopo settimane passate a commentare in modalità Temptation Island il dissing Trump-Zelensky (dove l'ucraino commette il primo errore politico da dilettante sbagliando postura, l'altro reagisce da bullo dimenticando il linguaggio calmo dei forti e di tenere unito l'Occidente), inizia a capirsi che Trump ce lo dice chiaro e sgradevole: «Io devo pensare alla Cina, voi gestitevi Russia e Ucraina». Non possiamo fischiettare come al solito e fare finta di niente, come quando papà e mamma avvertono i figli piccoli di studiare perché a 18 anni dovranno provvedere a loro stessi, e quelli se ne fottono e continuano a cazzeggiare, viziati. Poi arriva il 18esimo compleanno, i genitori fanno il loro in bocca al lupo ai figli neomaggiorenni, e quelli si meravigliano che papà e mamma dicessero sul serio, da anni. Papà e mamma sono l'America, noi il figlio, per chi facesse finta di non capire. Ci hanno salvato dalla dittatura in cui ci eravamo cacciati, ci hanno protetto e resi ricchi, e ora ci dicono che sì, potrete sempre chiamare e tornare da noi per cose di massima, ma dovete organizzarvi la vita. La libertà è sempre a una generazione di distanza dalla sua estinzione, diceva il sommo Ronald Reagan. Per rimanere liberi, bisogna prima essere al sicuro, aggiungo modestamente io. E per essere al sicuro, bisogna armarsi perché lo sono tutti gli altri. L'Europa si è scoperta nuda, incapace senza gli americani alle spalle di garantire a se stessa la libertà, se minacciata. La politica italiana ricordi Craxi che dovette armarsi di Cruise e Pershing, per arginare la minaccia dell'Unione Sovietica che aveva appena sfoderato l'arma degli SS-20 e dimentichi per un secondo la possibilità di lucrare sul pacifismo finto di chi non vede oltre il proprio naso. Sia leader, non follower delle paure di qualche cittadino. E capisca che è vero che riarmarsi va fatto con efficienza e senza fretta isterica, ma il tempo è poco e il processo da iniziare. L'Europa abbandoni tonnellate di dichiarazioni banali, che producono nulla se non regole stupide da far apparire un campione della lotta contro il politicamente corretto persino Putin (per questo vanta seguaci in Italia), uno che in 25 anni di dominio domestico non è riuscito a fare della Russia altro che una nazione dal Pil ridicolo e dall'atteggiamento retrogrado.

Via i capricci su sostenibilità e green, o dovrà tirare fuori carri armati ecologici da ricaricare a colonnina, perché no arcobaleno, con esercito di soldati Lgtbq+ selezionati non perché più bravi ma perché testimonial di varie minoranze. A Mosca brinderanno. Qui tremeremo.

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