
- Non è bello il modo in cui Donald Trump sta trattando Volodymyr Zelensky. Ma il presidente Usa gioca il ruolo della potenza imperiale, col cattivo gusto (o il buon gusto?) di non fare finta di non esserlo. Quindi tratta i Paesi che non sono suoi pari come tali.
- La lite alla Casa Bianca tra Zelensky e Trump è qualcosa di clamoroso. E vi stupirò: non è colpa di The Donald. Andate a guardare il video: a scattare per primo è J.D. Vance, irritato dal fatto che Zelensky abbia fatto notare - di fronte ai media - che durante il primo mandato di Trump la situazione era sempre la stessa, con la Russia ad occupare la Crimea e il Donbass. Poi le cose sono degenerate. E a Trump è decisamente sfuggita la frizione. Eccessivo e fuori luogo. Ma diciamo che anche Zelensky non ha esattamente cercato di porre fine allo scontro, ecco.
- Il momento più incredibile? Quando, a fine litigata, Trump dice ai media: "Direi che abbiamo visto abbastanza, no? Abbiamo fatto dell'ottima televisione". E J.D. Vance gli dà una pacca sulla spalla.
- Leggete l’intervista ad Iginio Massari sulle sue chiacchiere, che non sono “care” (prezzo alto rispetto alla qualità) ma “costose” (“qualcosa di eccellente che non tutti si possono permettere”). Le chiacchiere sono sue e se vuole venderle a 100 euro al chilogrammo, chi può impedirglielo? Vogliamo imporre il “chiacchiera cap” come per il gas? E a me poco importa se le stendono a mano, se le friggono cambiando l’olio ogni 2 ore, se le mettono in verticale una ad una per far scolare l’olio. A me interessa che i clienti di Massari siano soddisfatti e, se possono permettersele, ne comprano a gogo. “Chi non dovesse capire è libero di scegliere altro. Il mercato è vasto, l’offerta variegata”. Una perfetta lezioni di libero mercato. Che poi se Chiara Ferragni può vendere l’acqua col suo nome a un prezzo spropositato, perché Massari non potrebbe fare altrettanto con le chiacchiere?
- I giornalisti chiedono a Trump: “Pensa ancora che Zelensky sia un dittatore?”. E lui li canzona: “L’ho detto io? Non posso crederci. Prossima domanda”. E questo dà ragione a questa rubrica quando dice, spiega e ripete che il presidente Usa quando parla va preso con le pinze. È un negoziatore folle: spara alto, strapazza i suoi interlocutori dall’alto dell’impero americano, poi raggiunge fatti decisamente meno altisonanti delle sue parole. Quindi, ripeto, anziché valutarlo dalle dichiarazioni fareste bene a limitarvi ai fatti.
- Siamo arrivati al punto che in Italia per fare la guida turistica bisognerà iscriversi ad un albo. Con un bando. Invece di eliminare quelli esistenti, ci inventiamo nuovi albi. Siamo da manicomio.
- Scrive Michele Serra: “Il mondo sta cambiando con una velocità imprevista, la storia galoppa e non concede requie nemmeno ai più disattenti e ai più pigri. Il disorientamento, e anche un livello non ordinario di paura, sono stati d’animo diffusi: ognuno di noi può percepirli nelle conversazioni quotidiane. Non serve un politologo o un filosofo, basta un amico al bar per sapere che si guarda al presente con sconcerto, e al futuro con apprensione”. Ma quali bar frequenta, Serra? All’ultimo pub in cui sono stato ci hanno solo chiesto quante birre eravamo riusciti a tracannare.
- E ancora: “Sopravviverà la way of life europea a questa stretta, che mette in discussione ciò che banalmente chiamiamo democrazia, ovvero separazione dei poteri, diritti e doveri uguali per tutti, libertà religiosa e laicità dello Stato, pari dignità e pari serenità per chi è al governo e chi si oppone”. Ehm, Serra: ti ricordi che gli Stati Uniti sono una democrazia compiuta, forse la più solida di tutte, e che Donald Trump ha vinto le elezioni democraticamente? Oppure vorresti per gli Usa lo stesso trattamento della Romania?
- Si chiede Michele Serra: ma perché non organizziamo una manifestazione per l’Europa? Facile: perché l’Europa ha dimenticato se stessa, perché si è fissata col green, perché è diventato un superstato burocratico, per tanti altri motivi. Forse Serra non si è accorto che in Francia, Germania, Italia, Austria, Ungheria, eccetera eccetera eccetera a fare incetta di voti è chi critica, in un modo o nell’altro, l’Ue come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Che ci ha portato, peraltro, ad essere vaso di coccio tra vasi di ferro.
- Ecco, a questo non avevo pensato. Alla Sapienza, l’Università dove venne impedito a Papa Benedetto XVI di parlare in nome di chissà quale laicismo, hanno organizzato una presentazione del libro di Sinwar, il terrorista di Hamas che ha progettato il pogrom del 7 ottobre. Vi pare normale?
- Schlein alla direzione Pd: “Per noi la sicurezza Europa è irrinunciabile, ma deve tenere insieme le priorità sociali, industriali e ambientali”. Quindi il riarmo no. E in ogni caso che sia green: utilizziamo i carri armati elettrici?
- Applausi di dieci minuti a Mattia Feltri che, parlando della cittadinanza a Mussolini a Salò, dice: “Io penso che vada lasciata perché fa parte della biografia nazionale, ci piaccia o no”. Amen.
- Il mondo è un luogo bellissimo. Non so se conoscete la squadra del St Pauli, una società tedesca della Bundesliga nota per essere espressamente antifascista e progressista, tifosa delle Ong dei migranti e che nel 2022 - dopo la vittoria della Meloni alle elezioni - espose uno striscione in italiano evocando Piazzale Loreto. Roba seria eh: punk, anarchici, operai, marinai, artisti. La Amburgo antifà. Di loro si parla per gli striscioni contro il patriarcato, per le iniziative per ospitare i rifugiati siriani, robe così.
Beh: hanno fatto un po’ di ricerche storiche e hanno scoperto che il loro inno è stato scritto… da un nazista. E così dopo anni e anni scoprono che il canto che li univa, e che per loro rappresentava i loro ideali, era stato composto dal loro peggior nemico. Che ridere.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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