Dazi, Meloni: "Panico e allarmismo possono causare danni maggiori"

Dopo un venerdì nero per le borse europee a causa dei dazi imposti dal presidente Donald Trump, la premier cerca di riportare un po' di calma tra gli investitori che oggi hanno visto la Borsa di Milano chiudere a - 6,5%

Dazi, Meloni: "Panico e allarmismo possono causare danni maggiori"
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"Panico e allarmismo possono causare danni maggiori". Dopo un venerdì nero per le borse europee a causa dei dazi imposti dal presidente Donald Trump, Giorgia Meloni cerca di riportare un po' di calma tra gli investitori che oggi hanno visto la Borsa di Milano chiudere a - 6,5% azzerando tutta la crescita accumulata dall'inizio dell'anno tornando ai valori di gennaio. Grande paura anche per le famiglie che prevedono un repentino aumento dei prezzi, sospetto già certificato da Bankitalia che oggi ha diffuso una nota sulla revisione al ribasso della crescita del Pil, + 0,6% per il 2025, alla luce degli aumenti dei prezzi sui prodotti importati in america a danno delle aziende straniere.

L'Italia si trova davanti "a un'altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa". Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, in Consiglio dei ministri. "L'obiettivo - ha spiegato - è avere in tempo breve un'idea il più possibile chiara, per l'economia italiana e del quadro complessivo, dell'impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d'azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti", ha aggiunto la premier che lunedì 7 presiederà un consiglio dei ministri ad hoc sulla questione dei dazi americani, mentre martedì 8 vedrà i rappresentati delle categorie produttive per fare il punto della situazione.

La giornata di oggi è stata caratterizzata dal tentativo di rassicurare i mercati. Questa mattina Giorgia Meloni congedandosi da un punto stampa ad Ortona (Chieti), all'osservazione finale di un cronista, che le dice che il Governo sembra sfilarsi da iniziative europee in risposta ai nuovi dazi statunitensi "Ma quali iniziative? Quale sfilarsi?". Dopo l'annuncio di martedì 2 aprile del presidente americano Donald Trump, il tema dei rincari sulle esportazioni ha mandato in crisi le borse internazionali e minato la fiducia dei cittadini che prevedono aumenti del costo della vita e ora L'Unione Europea sta valutando le contromosse commerciali.

Sui dazi "va aperta con gli Stati Uniti una trattativa per cercare soluzioni. Secondo me dove dovrebbe arrivare la trattativa? A rimuovere tutti i dazi e non a moltiplicarli. Dopodiché queste sono ovviamente trattative che si fanno in due". Così la presidente del Consiglio a margine della visita alla Nave Scuola Amerigo Vespucci. A chi le chiede se spera ancora nel dialogo con gli Usa, Meloni risponde: "Guardi, non è questione di speranza. Io credo che sia quello che va fatto. Per l'interesse nostro, per l'interesse della nostra economia, per l'interesse europeo, per l'interesse occidentale e quindi perseguo quello che ritengo sia più giusto. Non penso che in una fase come questa sia più utile divaricare ulteriormente. Credo che la cosa utile da fare sia continuare a cercare delle soluzioni comuni perché alla fine altrimenti ci indeboliamo tutti. Poi, ripeto, sono valutazioni che si devono fare con altri interlocutori e vedremo anche qual è la posizione degli interlocutori".

Ad ogni modo, ha ribadito, "noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti quindi è sicuramente un problema che dobbiamo risolvere ma attenzione all'allarmismo che sto vedendo in queste ore. Il Governo è al lavoro, sta facendo uno studio sull'impatto settore per settore. Vedrà la settimana prossima i rappresentanti di tutte le categorie produttive, così possiamo anche confrontare le nostre valutazioni con le valutazioni che stanno facendo loro, ragionare insieme di quale debbano essere le soluzioni. A livello italiano, a livello europeo e in un dialogo che va aperto, in una trattativa che va aperta con gli Stati Uniti".

"Continuo a credere che in questo momento noi possiamo intanto fare alcune cose a livello europeo che sono molto importanti perché se abbiamo una difficoltà, quella difficoltà deve portarci dall'altra parte a lavorare sulla competitività del nostro sistema produttivo, della nostra industria, delle nostre aziende", ha argomentato la premier.
"Ad esempio il tema delle norme del Green Deal in tema di automotive: sappiamo che l'automotive oggi è un settore colpito dai dazi in maniera importante, quindi forse dovremmo ragionare di sospendere le norme del Green Deal relative al settore dell'automotive. C'è un tema aperto rispetto al Patto di stabilità, c'è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia, che prevede una sospensione o una deroga al Patto di stabilità, forse dovremmo ragionare di quello o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il patto si Stabilità. C'è una materia energetica che è fondamentale. La riforma del mercato elettrico per esempio è una cosa importante.

Ma bisogna accelerare, sull'energia forse bisogna essere un po' più decisi e coraggiosi. Quindi intanto ragioniamo anche di che cosa noi possiamo fare sfruttando una difficoltà per farla diventare anche un modo per fare passi avanti importanti, in una fase che lo richiede", ha riassunto Meloni.

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