Dopo i banchi a rotelle anche App Immuni archiviata: stop dal 31 dicembre

Chi aveva sollevato perplessità o dubbi sul funzionamento dell’app quando fu lanciata, venne tacciato di essere “antiscientifico” o “antitecnologico” ma il tempo è galantuomo

 Dopo i banchi a rotelle anche App Immuni archiviata: stop dal 31 dicembre

Ci sono alcuni simboli che testimoniano gli errori delle scelte politiche compiute durante la pandemia. Due in particolare sono l’emblema di ciò che non ha funzionato nel contrasto al coronavirus: i banchi a rotelle e l’App Immuni. Se i famosi banchi a rotelle sono stati archiviati da tempo vista la loro inutilità (inversamente proporzionale al costo), ora ad essere dismessa sarà l’App Immuni. L’applicazione, nata con l’obiettivo di tracciare i contagi, non è mai decollata sia per alcuni limiti nel suo funzionamento sia perché molti italiani hanno deciso di non scaricarla. Una scelta tutt’altro che da biasimare visto il principio di controllo sociale alla base dell’applicazione che sembra richiamare più il modello cinese che una reale utilità da un punto di vista sanitario.

Infatti, da giugno 2020 ad aprile 2021, nel pieno della pandemia, l’app ha rintracciato poco più di 15.000 contagi, un numero irrisorio che testimonia come non abbia funzionato. Nonostante il flop, il governo Draghi ad aprile 2021 ha deciso di prorogarla ma l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha comunicato che il 31 dicembre sarà dismessa la piattaforma unica nazionale per la gestione del sistema di allerta Covid e la relativa App Immuni. Oltre a non essere più disponibile negli store delle applicazioni mobili, il ministero della Salute ha spiegato che «dalla stessa data verrà interrotto ogni trattamento di dati personali».

La finalità dell'app di allertare le persone entrate in contatto con soggetti positivi, si è rivelata un buco nell'acqua e interrompere il suo funzionamento è l’ennesimo segnale per voltare pagina rispetto a una gestione politica della pandemia inadeguata.

Addirittura i virologi, interpellati sul suo funzionamento, ne prendono le distanze. "L'App Immuni? Chi l'ha vista? - commenta Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano - Scaricata, non ha mai mandato nessuna notifica, o almeno non a me né alle persone che conosco. Immuni non è servita assolutamente a nulla, dimentichiamocela". Secondo Massimo Clementi, per anni direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: "App Immuni sarà dismessa dal 31 dicembre? Non sapevo neanche che fosse ancora attiva. Probabilmente nessuno lo sapeva", concludendo che il tracciamento digitale dei contatti "non ha mai funzionato bene".

Pensare che chi aveva sollevato perplessità o dubbi sul funzionamento dell’app quando fu lanciata con una grancassa politica e mediatica, venne tacciato di essere “antiscientifico” o “antitecnologico” ma il tempo è galantuomo.

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