Napolitano convoca i saggi: "Avranno limiti temporali"

I saggi oggi riceveranno i "compiti" da svolgere. I due gruppi avranno limiti temporali. Napolitano li difende dagli attacchi della politica: "I due gruppi avranno un evidente fine ricognitivo"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano non vuol sentir parlare di elezioni. Nonostante la selva di accuse e di critiche bipartisan che da quarantotto ore gli piovono addosso, il capo dello Stato continua a battere la soluzione dei dieci saggi per mettere in cantiere le riforme necessarie al Paese e superare l'impasse politica che è venuta a crearsi dopo le ultime elezioni. "Non sono generici 'saggi' - spiega Napolitano per bocca del suo portavoce, Pasquale Cascella - ma personalità scelte con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto".

Oggi i dieci saggi saliranno al Quirinale per ricevere da Napolitano i "compitini" da svolgere. L'incontro è ufficilae. È stato lo stesso capo dello Stato a convocarlo. "Il gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea si riunirà alle ore 11 - si legge nella nota pubblicata oggi pomeriggio dal Colle - quello sui temi istituzionali alle ore 12". Il presidente della Repubblica reagisce così alle foroci critiche che continuano a crescere nei confronti delle due commissioni di esperti e politici nominate per uscire dall’impasse che è venuta a crearsi dopo che il leader del Pd Pier Luigi Bersani non è stato in grado di mettere insieme un governo degno di maggioranza. Tutti i partiti guardano già oltre il lavoro delle due commissioni, facendo intendere di considerarle una tappa intermedia prima che inizi la partita vera, quella per il Quirinale, e poi eventualmente le elezioni. Al momento, gli unici a difendere apertamente le due commissioni sono quelli di Scelta Civica che brindano a Mario Monti che, a conti fatti, rimane ben saldo sullo scranno di Palazzo Chgi. Il blitz di Napolitano ha, infatti, messo in naftalina le elezioni e ha rinviato (a data da destinarsi) la formazione del nuovo governo. In questo modo, il parlamento viene esautorato in favore dei dieci saggi che avranno, appunto, il compito di scrivere le riforme. Insomma, la democrazia è sospesa.

A quanto si apprende da fonti vicine alla presidenza della Repubblica, le riunioni dei gruppi di lavoro al Quirinale offriranno anche l’occasione per fornire importanti chiarimenti che, fino ad ora, Napolitano si è ben guardato dal dare. Con il passare delle ore sono infatti aumentati non solo legittimi dubbi e scetticismi ma anche timori e sospetti legati ai poteri e alla durata dell'incarico. "Risulteranno evidenti sia il carattere assolutamente informale e il fine puramente ricognitivo dell’iniziativa assunta dal presidente della Repubblica - fanno sapere fonti vicine al Quirinale - sia i limiti temporali, d’altronde ovvi, dell’attività dei due gruppi". Fino ad ora, però, di contenuti non si è affatto parlato. Appare chiaro che tra le priorità degli uomini del presidente ci sarà la riforma della legge elettorale. Il democrat Filippo Bubbico ha già fatto sapere che la vera emergenza è quella sociale e che è auspicabile un intervento immediato sulla pressione fiscale.

Qualsiasi siano le proposte che i saggi porteranno in parlamento, fino a che punto Napolitano potrà andare avanti a fingere di non sentire i partiti che chiedono nuove elezioni? Fino a che punto terrà in scacco la democrazia? Fino a che punto imbavaglierà il Paese non dandogli il governo che gli spetta?

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