Di Pietro contro Napolitano, il Pd chiede di rompere l'alleanza. Ma Bersani è d'accordo?

Il leader Idv attacca il Colle e dal Pd arrivano critiche e richieste di rottura dell'alleanza sia a livello nazionale sia locale. Ma Bersani non prende posizione...

Di Pietro contro Napolitano, il Pd chiede di rompere l'alleanza. Ma Bersani è d'accordo?

Non è una novità che il Pd abbia una coerenza tutta sua. Così come è noto che all'interno del Partito Democratico le posizioni in merito all'alleanza con l'Idv di Antonio Di Pietro siano piuttosto contrastanti. Solo adesso però. Perché quando l'ex pm sciorinava epiteti e insulti all'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (lo ha paragonito a Hitler, a Saddam Hussein, a Videla, lo ha invitato a "farsi curare" e via dicendo) da viale del Nazareno arrivavano al massimo labili ammonimenti e leggere rimostranze, ma nessuno si azzardava a mettere in dubbio l'allenza con Di Pietro.

Sono bastati invece gli attacchi nei confronti di Giorgio Napolitano per mandare in subbuglio il Pd. L'ultima frecciata nei confronti del Colle è arrivata oggi sulle pagine del Fatto quotidiano. "Se fossi ancora pubblico ministero farei una requisitoria chiedendo la condanna politica del presidente della Repubblica sulla base di una prova documentale, la
prova principe. Da parte di Giorgio Napolitano c è una confessione extragiudiziale di reato politico", ha affermato il presidente dell'Idv.

Dopo aver accusato Napolitano di "tradimento della Costituzione", Di Pietro è tornato alla carica. E diversi esponenti del Pd hanno espresso la loro insofferenza verso le dichiarazioni dell'ex pm.

"Quello che sta facendo è inaccettabile. In queste condizioni non è neppure pensabile l'ipotesi di un'alleanza elettorale con l'Idv. Secondo me le sue parole dimostrano che Di Pietro ha già fatto scelte di altro genere per le prossime elezioni. L’ormai quotidiano attacco al Capo dello Stato dimostra solo l’insensatezza di Di Pietro, che sta giocando allo sfascio, offendendo in modo ottuso le istituzioni del nostro Paese. Il grave atteggiamento di Di Pietro mi sembra sia figlio di un opportunismo di basso profilo che dovrebbe offendere gli altri dirigenti dell’Italia dei Valori e i militanti di quel partito", ha sentenziato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

Per il responsabile economico del partito, Stefano Fassina "mi pare che l’Idv, con Di Pietro, abbia atteggiamenti sempre meno compatibili con una grande forza progressista di governo. L’attacco alle istituzioni ripetuto quotidianamente non può favorire un’alleanza col Pd".

Gli ha fatto eco Marco Meloni, responsabile Riforma dello Stato della segreteria nazionale del Partito Democratico, il quale ha invitato i vertici del Pd a rompere tutte le alleanze locali con il partito di Di Pietro:"Ha definitivamente superato il limite. Limitarci a escludere un’alleanza con l’Idv alle prossime elezioni politiche non è piu sufficiente. È necessario, piuttosto, agire subito e in modo inequivocabile. Per questo ritengo che il partito debba decidere di decretare la fine dell’alleanza con l’Idv in tutte le amministrazioni regionali e locali nelle quali governiamo insieme".

Una richiesta che al momento i piani alti di viale del Nazareno non hanno preso in considerazione. Almeno ufficialmente. Privatamente sì, invece. E lo ha confermato lo stesso Di Pietro, spiegando che "ce lo dicono tutti i giorni in Parlamento. E ce lo dicono privatamente che siamo fuori...I dirigenti del Pd sono degli ipocriti. Dicono di non voler più avere a che fare con l’Idv? Benissimo, ma a queste condizioni è l’Idv che non ci sta più. Ce ne andiamo".

Quella di Di Pietro più che una reale intenzione pare piuttosto una minaccia. L'ex pm è consapevole del peso che il suo partito ha in certe realtà regionali, Molise e Sicilia soprattutto, e infatti poi spiega che "Bersani sa perfettamente che si vince solo con una coalizione di centrosinistra, ma questi devono capire che noi non siamo yesmen del Pd".

Appunto, Bersani. Il segretario democratico non si espone. E' vero che ha bollato come "indecenti" le frasi di Di Pietro nei confronti di Giorgio Napolitano. Ma dichiarazioni di rotture ufficiali sia a livello nazionale sia a livello locale non sono pervenute. Il leader Pd temporeggia. Perché i termini di una eventuale alleanza con l'Udc di Pierferdinando Casini non sono stati ancora definiti. E il rischio che vada in fumo è dietro l'angolo. Ne ha dato prova il duello verbale che è avvenuto ieri sulle unioni civili.

Insomma, Bersani sembra optare per una strategia attendista che permetta di valutare il reale peso del suo partito in termini elettorali (senza l'Idv di Di Pietro) e che garantisca di capire se il Pd può virare verso il centro moderato di Casini.

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