Le opposizioni sono slegate, incoerenti e inconcludenti nella loro azione contro governo. Lo dimostra il consenso in ascesa di Giorgia Meloni, caso più unico che raro di premier che ha aumentato il suo consenso da quando è a Palazzo Chigi. Ma nonostante tutto, Pd e M5S insistono nel creare una narrazione che vorrebbe il centrodestra diviso in Italia. In Europa, invece, da quando esiste il centrodestra, i tre partiti appartengono a schieramenti diversi e come tali si comportano. L'ultima figuraccia da parte di Partito democratico, con Matteo Lepore, e M5s con Stefano Patuanelli si è registrata giovedì sera nello studio di Piazzapulita, dove Giorgio Mulè di Forza Italia ha risposto da solo al fuoco incrociato dei due inchiodandoli alle giravolte dei propri partiti.
Lepore, sindaco di Bologna, ha fatto un bel monologo in solitaria senza che nessuno lo interrompesse, secondo il quale Giuseppe Conte ma, soprattutto, Elly Schlein hanno preso una posizione chiara sul riarmo e che si stiano parlando. Il che non è propriamente vero, perché se il centrodestra, composto da più partiti, viene accusato di essere diviso in Europa, il Pd a Bruxelles ha una insanabile frattura interna, il che è pure peggio. E infatti Schlein è attanagliata dal dubbio se partecipare o meno alla piazza di Conte, se mandare una delegazione o far finta di niente. Invece, secondo Lepore, Meloni "finge" di stare con l'Ucraina perché sta dicendo che "non vuole il riarmo, non vuole finanziare. O la maggior parte della sua maggioranza sta dicendo questo". Anche questo non è vero, visto che Meloni è uno dei rappresentanti europei maggiormente proattivi nel cercare una soluzione, che non sia necessariamente quella di mandare in guerra i soldati italiani. E in più, secondo Lepore, sembra che l'Italia abbia preso una "mazzata enorme" sui dazi per colpa del governo del presidente del Consiglio.
L'intervento del sindaco di Bologna è stato un susseguirsi di populismo al mero fine di aggredire il governo ma senza argomenti validi che non siano quelli della narrazione distorta fatta dalle opposizioni al governo. ”È un ritornello stantio di un'opposizione che è veramente inconcludente, perché a parte dire che siamo incapaci sui dazi, come se li avesse messi la Meloni e non subisse come il mondo intero, i 52 Paesi del listone Trump, ma va bene", è la replica di Giorgio Mulè. Ma Lepore, davanti alle parole dell'esponente di Forza Italia, si lancia in un consiglio non richiesto e inconcepibile in uno Stato democratico: "Se fossi in lei non attaccherei l'opposizione". Ma la replica di Mulè è netta: "Lei non vuole che io rida rispetto alle cose abbastanza stupide che mi ha detto prima, lei non vuole che... Cosa vuole che io faccia? Abbia pazienza Lepore? Posso parlare o no? Ha uno strano concetto di democrazia e confronto, in cui parla solo lei e decide la prosemica. Posso parlare?".
Anche a seguito dell'intrvento del conduttore, Mulè ha potuto continuare il suo intervento: "È abbastanza inconcludente perché una proposta, una, rispetto alla postura, come dicono quelli bravi, che bisogna avere rispetto agli Stati Uniti non la fanno e né la potrebbero fare. Perché in questo momento l'unica cosa da fare è quella che ha detto il presidente Mattarella, cioè un atteggiamento che dev'essere compatto, determinato e deciso. E in questo momento la postura dell'Italia è compatta, determinata e decisa". A questo punto è intervenuto Patuanelli a parlare su Mulè, contestando la compattezza della maggioranza. "A differenza dell'opposizione che piace a Lepore, voi avete fatto 5 risoluzioni divise. Noi ne abbiamo fatta una e l'abbiamo votata tutti insieme", ha proseguito Mulè mentre l'esponente del M5s gli parlava sotto.
"Abbiamo detto che il sostegno all'Ucraina continua. C'è un decreto che è stato votato dal parlamento, che fino al 31 dicembre del 2025 contente al governo italiano di continuare a dare gli aiuti all'Ucraina. È quella stessa risoluzione che hai votato tu, nel 2019, nel 2020, dl 2022 e dalla guerra in poi, quando il tuo partito con il tuo presidente del Consiglio diceva a Trump: 'È sacrosnto il 2% della Nato'. Siete rinnegati", ha detto poi Mulè mentre Patuanelli continuava a parlargli sotto, impedendogli di esprimere serenamente un concetto.
"Siete rinnegati perché dimenticate il pane che avete mangiato e sputato contro di noi, siete dei rinnegati perché avete detto sì al 2%, avete aumentato le spese della Difesa, portandole dall'1,2 all'1,6 mentre governvate voi. Avete comprato gli F35 con 690milioni mentre governavate. Avete investito decine di miliardi in più rispetto ai governi prima di noi", ha concluso Mulè, continuamente interrotto.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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