Tredicesime in aumento a fine anno, ecco chi ne avrà diritto

L'Inps ha chiarito tutti i dubbi relativi all'applicazione dell'integrazione dell'1,2% inserita dal decreto Aiuti-bis

Tredicesime in aumento a fine anno, ecco chi ne avrà diritto

Lo sgravio contributivo sarà esteso anche alle tredicesime 2022: non saranno quindi solo gli stipendi, come riferito dall'Inps nel messaggio 4009,a beneficiare di questa misura.

Il dubbio

Prima della sopracitata comunicazione restava, infatti, il dubbio sulle percentuali di riferimento per il calcolo della mensilità extra di fine anno. Il bonus contributi riconosciuto dal legislatore era stato fissato allo 0,8%, prima di venire ritoccato di un ulteriore 1,2% dal dl Aiuti-bis ma solo per le ultime sei mensilità dell'anno. Alla luce di ciò, come sarebbe stata calcolata la tredicesima? Con l'applicazione del 2% per intero o solo per i ratei dell'ultimo semestre? Ecco perché Inps ha scelto di fornire un chiarimento in merito alla vicenda.

La risposta dell'Inps

Il calcolo della tredicesima avviene con le medesime modalità applicate nel computo degli stipendi nel passaggio lordo/netto: anche per la mensilità extra, pertanto, si applica lo sgravio introdotto dalla Manovra 2022 e potenziato dal dl Aiuti-bis. La risposta è rilevabile proprio nell'art.20, comma 1, di quest'ultimo decreto, poi convertito con modificazioni dalla legge 21 settembre 2022 n.142.

"Per i periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, compresi la tredicesima o i relativi ratei erogati nei predetti periodi di paga, l'esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato di 1,2 punti percentuali. Tenuto conto dell'eccezionalità della misura di cui al primo periodo", si legge, "resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche".

I numeri

Ciò significa, quindi, che lo sgravio del 2% viene applicato per intero anche sulla mensilità extra di fine anno, inclusi i ratei riferiti al primo semestre del 2022. A parità di lordo, sulla tredicesima sarà sottratto un 2% alla quota contributiva iniziale: essa passerà, pertanto, dal 9,19% al 7,19%, ma solo per quelle mensilità extra di importo imponibile lordo inferiore a 2.692 euro (tetto massimo per il bonus contributi).

Tradotto in numeri, per fare un esempio, per una tredicesima lorda da 1000 euro il contribuente non verserà più 91,90 euro ma 71,90: in questo caso l'aumento rispetto allo scorso anno sarebbe di 20 euro. Più si incrementa il lordo della mensilità extra e più, ovviamente, sarà consistente il risparmio. Considerando il limite massimo di 2.692 euro sopra citato, il taglio più evidente sarà pari a 53,80 euro.

Cosa accade alla tredicesima pagata mensilmente

Le cose cambiano qualora il datore di lavoro abbia scelto di riconoscere la tredicesima al dipendente con un surplus mensile in busta paga per non dover affrontare il pagamento in un'unica soluzione. Cosa accade in questo caso?

Come specificato dall'Inps, l'integrazione dell'1,2% viene applicata anche ai pagamenti relativi ai primi sei mesi del 2022, ma solo qualora vengano erogati a partire da luglio. Se il datore di lavoro ha già versato quanto dovuto da gennaio a giugno 2022 nel pagamento della mensilità corrispondente, provvedendo a calcolare l'incremento dello 0,8% allora previsto, non avrà altri oneri.

Considerando che lo sgravio al 2% è stato introdotto con valore retroattivo da ottobre, nei casi simili a quello preso in esame poco sopra la maggiorazione sarà recuperabile per le mensilità di luglio, agosto e settembre eventualmente già pagate con delle integrazioni suddivise nei restanti mesi di ottobre, novembre e dicembre.

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