"Lol ti insegna a cogliere l'attimo fuggente del riso"

La comica Valeria Graci è protagonista dello show su Prime Video con Geppi Cucciari e Raul Cremona

"Lol ti insegna a cogliere l'attimo fuggente del riso"
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Sembra facile giocare a Lol - Chi ride è fuori, invece non lo è per niente. Parola di Valeria Graci, l'attrice comica protagonista, insieme a nove colleghi, dello show in onda su Prime Video che chiude in una stanza coloratissima dei «matti scatenati» sotto il controllo, si fa per dire, di Alessandro Siani e Angelo Pintus.

Valeria, quanto si improvvisa e quanto ci si prepara per Lol?

«Il fatto è che non esiste una scaletta, bisogna capire quando è il momento giusto per buttarsi e fare un personaggio. Io ero a disagio soprattutto perché alcuni dei concorrenti sono amici che mi fanno ridere da vent'anni: Federico (Basso, che ha vinto lo show), Geppi (Cucciari), Raul (Cremona), Andrea (Pisani) abbiamo cominciato insieme ai tempi dello Scaldasole, il laboratorio di cabaret milanese».

Far ridere senza poter ridere è un paradosso.

«Per noi che facciamo questo di mestiere in effetti lo è. Quando vedi che gli altri restano impassibili, pensi di non funzionare, ma poi ti ricordi il meccanismo del programma...».

Invece, nella vita, cos'è che ti diverte?

«I bambini, la loro ingenuità e spontaneità; le risate e le faccine di mio figlio quando era piccolo. Poi alcuni colleghi: oltre agli amici di Lol, penso ad Alessandro Betti e Gianluca De Angelis. E i film di Renato Pozzetto».

Ci sono colleghi, invece, che non ti fanno ridere?

«È sempre questione di gusti. Non mi appartiene la comicità sulla politica. Poi, più che il monologo, a me piace l'interpretazione perché c'è dietro un lavoro attoriale. Non amo neppure lo stand up, genere molto in voga».

Quindi non ti è piaciuta la scelta di Katia Follesa di evitare il monologo a Sanremo?

«Certo che mi è piaciuta, perché lei ha fatto quello che facciamo tutte e due da vent'anni in teatro: prenderci in giro sulla nostra fisicità, sul nostro essere due donne imperfette».

A proposito di Katia, com'è oggi il rapporto tra voi due?

«Ci conosciamo da 25 anni e siamo state l'unica coppia al femminile (Katia & Valeria) che ha lasciato il segno: negli anni ci siamo perse e ritrovate, siamo profondamente diverse e sempre lo saremo, ma è proprio questa diversità che funziona. Il risultato è il sold out del tour con lo spettacolo Ma non dovevamo vederci più? che andrà avanti fino a maggio».

Le tue battaglie sociali: una sui problemi di apprendimento scolastico di cui è affetto anche tuo figlio Pierluigi.

«Mi sono accorta io dei suoi problemi, non la scuola. Insieme a un neuropsichiatra abbiamo trovato la strada giusta per lui, ora ha un piano personalizzato e un metodo. Il fatto è che ci sono ancora insegnanti non preparati adeguatamente. E quando ne ho parlato pubblicamente molte famiglie mi hanno ringraziato per aver dato risonanza al problema».

L'altra battaglia è per le donne maltrattate. Hai raccontato della violenza psicologica subita in passato dal tuo ex marito.

«Sono una donna che si è fatta aiutare e che ha superato le difficoltà. Purtroppo non tutte le donne hanno questo coraggio e questa fortuna.

Faccio parte dell'associazione Senza veli sulla lingua e facciamo anche spettacoli (il prossimo sarà il 12 aprile a Limbiate) per sensibilizzare sul tema. Penso soprattutto alle ragazzine: se hanno un esempio sbagliato non faranno che reiterare gli errori. Ci vuole educazione, informazione e anche più programmi tv mirati».

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