Silvia Marchetti
da Roma
Come tanti giovani che vanno in Inghilterra e poi trovano lavoro, stabilendosi definitivamente, anche per Benedetta Ciaccia Londra era ormai casa sua. Una ragazza in gamba, dura lavoratrice, intelligente e piena di talento, che in pochi anni è riuscita a farsi una «buona posizione» professionale. Una ragazza come tante altre, aperta, entusiasta della sua vita londinese e dei tanti amici. «Una che non molla», come la descrivono i parenti.
Da ieri Benedetta risulta in via «non-ufficiale» dispersa. La sua foto, insieme allappello disperato del fidanzato pakistano, è comparsa sui siti internet di alcuni grandi media, dalla Bbc a Sky News, fino al Guardian. La ragazza è nella lista delle persone che mancano allappello e di cui, dalla mattina delle esplosioni, non si hanno più notizie. Un numero impreciso tra 30 e 50, che potrebbe, purtroppo, salire. Mentre «ufficialmente» dallUnità di crisi della Farnesina e dallambasciata italiana a Londra non ci sono novità - Benedetta, per il momento, è «non rintracciabile» - e la stessa Scotland Yard dice di non saper nulla. Ma dal ministero degli Esteri ammettano che ci sono «seri motivi di preoccupazione». E il fatto che la ragazza non risulti nemmeno tra i feriti degli ospedali non fa che aumentare langoscia del fidanzato Fiaz Bhatti, che da giovedì setaccia disperato la città alla ricerca di Benedetta, e della famiglia Ciaccia a Roma. «Non importa se ferita, basta che sia viva - ha detto Fiaz al Tg1 - ma più passano le ore e più cala la speranza». Ogni minuto in più di silenzio affievolisce la speranza. Genitori, amici, cugini e zii non vogliono pensare che forse, nei convogli ancora non recuperati, ci possa essere Benedetta. Il giorno degli attentati, come ogni mattina, per recarsi alla Pearson Group, società editrice nel cuore della City dove lavora come analista finanziaria, la ragazza ha preso prima il trenino delle 6.30 che da Norwich la porta a Liverpool Street, e poi la Circle Line della Tube fino alla fermata di Embankment. Una delle linee colpite: la prima delle tre bombe è esplosa in un tunnel subito dopo Liverpool Street, alle 8.50. Difficile non fare caso alla coincidenza degli orari.
A casa Ciaccia nessuno ha voglia di parlare, devono tenere libera la linea. «Non sappiamo ancora se è viva o morta», risponde la sorella Roberta. Per seguire più da vicino la vicenda, in attesa di avere maggiori notizie ma anche per uccidere un pola tensione e la preoccupazione dellattesa, il papà Roberto è partito ieri pomeriggio per Londra, accompagnato da un cugino di Benedetta. I due saranno ospitati dallambasciata italiana. «Purtroppo non sappiamo nulla - ha detto in lacrime il padre prima di imbarcarsi a Fiumicino - ma parto coltivando la speranza che Benedetta possa essere ancora viva». Tutti hanno voglia di essere ottimisti, anche se in certe circostanze non è facile. «Siamo tutti sulle spine - confida uno zio della ragazza - appena saputo dellaccaduto abbiamo interrotto le vacanze e ci siamo precipitati a Roma. Speriamo che vada tutto bene».
Benedetta tornava quasi sempre a casa per le feste, e nonostante la distanza che separa Londra da Roma e il fatto che ormai la sua vita è in Inghilterra, i rapporti con la famiglia sono sempre stati forti. «Ogni volta che veniva a Roma - racconta la signora Adriana, zia del papà di Benedetta - ci parlava della sua vita, di quanto si trovava bene e dellottimo lavoro che aveva». La prossima visita della nipote sarà fra due mesi: l11 settembre lei e Fiaz si sposeranno a Roma, nella Chiesa di San Silvestro.
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