«Mammamia», l'italiano invade la lingua tedesca

Tra le oltre cento parole in «prestito», oltre ai classici pizza, mafia e mozzarella debuttano anche termini come «paparazzo», «bravo» ma anche pseudoitalianismi come «alles paletti», «picobello» e «null problemo»

«Avanti dilettanti». Così l'ex ministro verde Joska Fischer aveva apostrofato, nel 1997, l'allora Cancelliere tedesco Helmuth Kohl. Il «vezzo» di infilare un termine italiano in Germania è talmente diffuso che nel nuovo dizionario di tedesco in uscita in questi giorni, oltre alle classicissime «pizza», «spaghetti», «mozzarella», «mortadella», «mafia» e «salame» compaiono anche delle new entries molto interessanti come «espresso», «cappuccino», «dolce vita», «paparazzo», «bravo» ma anche «mammamia».
Nel dizionario, tra le oltre cento parole in «prestito» dall'italiano spuntano qua e là anche i cosiddetti «pseudoitalianismi», ovvero parole che sembrano italiane ma non lo sono o lo sono solo in parte, usati nella lingua colloquiale e nel gergo giovanile in Germania: è il caso di «picobello» (perfetto, in ordine), delle espressioni «alles paletti» (tutto ok), «null problemo» (con la o!) e «uno momento».


Ma la svolta linguistica di Berlino è segnata anche dall'ingresso di nuovi termini come Mauerfall (caduta del Muro), Wende (la svolta, dopo la caduta del regime sovietico) e della Wiedervereinigung (Riunificazione delle due Germanie), seguite da Deutschturke (turchi nati in Germania) Multikulti (Multiculturalità), Lebensabschnittspartner, (compagno di una parte della vita), Patchworkfamilie (famiglia allargata), Prekariat,(precariato), Quotenfrau (donna che occupa un posto o una carica grazie alle quote rosa).

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