Maran: "Primarie e patto Pd-Terzo Polo"

Evento dell'assessore dem Pierfrancesco Maran: "Ricreare il modello Pisapia per le Regionali"

Maran: "Primarie e patto Pd-Terzo Polo"

Le primarie per la scelta del candidato alle Regionali del 2023 «per me sono la via maestra. Poi forse non le vuole quasi nessuno per paura del risultato...Anche Giuliano Pisapia a Milano non doveva vincerle» nel 2010, quando il Pd sostenne l'architetto Stefano Boeri ma trionfò a sorpresa l'avvocato supportato dal «popolo arancione». E Pierfrancesco Maran, assessore alla Casa della giunta Sala, recordman di preferenze alle ultime Comunali (9.166 voti), ricorda che poi Pisapia sconfisse alle urne il sindaco uscente del centrodestra Letizia Moratti.

Maran è ai ferri corti col Pd dopo l'esclusione dalle liste per le Politiche ma vuole cambiare alcune cose «dall'interno», in primis il ruolo dei territori. E se il diretto interessato tiene il riserbo in molti scommettono che in caso di primarie sarà pronto a correre. In fila ci sarebbe anche l'ex sindaca di Crema Stefania Bonaldi. Intanto ha promosso per sabato alle 10.30 davanti alla Fondazione Feltrinelli la riunione politica senza simbolo di partito dal titolo «Cominciamo da capo. Cominciamo a vincere. Cominciamo dalla Lombardia». Tra i presenti ci sarà anche Pisapia. Quella col sindaco arancione, di cui è stato assessore (e con cui a differenza di Sala non ha avuto rapporti burrascosi) «è stata l'esperienza politica che mi ha formato e che più ha cambiato la scena politica - scrive su Facebook -. Vorrei che cominciassimo da capo con quello spirito ed entusiasmo che ci portarono a vincere dopo 20 anni di destra. Si fa politica non solo per rappresentare la propria parte o il proprio partito, ma per cambiare radicalmente le cose. Ma serve che a Milano e in Lombardia tornino concetti come quello di autonomia locale delle decisioni.

Non dobbiamo riprodurre le divisioni e le dinamiche romane, ma cominciare dalle esperienze vincenti che ci hanno portato a governare buona parte delle città lombarde, con coalizioni ampie che non hanno mai perso di vista la necessità di essere popolari, civiche e aperte alla società contemporanea». Sogna di fare «una vera impresa collettiva in Lombardia come nel 2011 a Milano». Modello «popolo arancione», ma più orientato verso il riformismo di Renzi e Calenda che a sinistra. Ribadisce che il centrosinistra dovrà presentarsi con un campo largo ma «la base di partenza deve essere quella con cui governiamo a Milano, Bergamo, Brescia. Pd e civismo, siamo più simili al Terzo Polo che ai 5 Stelle». Il messaggio è che il dialogo con Terzo Polo e M5S non deve partire sullo stesso piano, l'alleanza di base è quella con Iv-Azione, Verdi, liste civiche e poi si può tentare di allargare (non a tutti i costi) ai grillini. É la stessa linea del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, dove i 5 Stelle sono precipitati e il Terzo Polo ha incassato il 16%.

La segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani e il regionale Vinicio Peluffo hanno incontrato ieri invece il sindaco Beppe Sala per illustrargli il percorso indicato dalla direzione lombarda del partito lunedì e coinvolgerlo, i sindaci «saranno protagonisti, a

partire dall'allargamento della coalizione». Peluffo convocherà un incontro con M5S e Azione-Iv per verificare la disponibilità a presentarsi in coalizione nel 2023», il modello è «Varese o Lodi, dove già governiamo insieme».

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