Brasile, Bolsonaro rafforza il controllo del governo sulle ong

Secondo l’esecutivo di Brasilia, i recenti provvedimenti adottati dal presidente Bolsonaro non avrebbero alcun intento repressivo, ma servirebbero solo a rafforzare il principio della trasparenza nel settore del volontariato

Brasile, Bolsonaro rafforza il controllo del governo sulle ong

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha in questi giorni varato una “stretta” nei confronti delle organizzazioni non governative operanti nel Paese sudamericano. L’esponente nazionalista ha infatti approvato dei provvedimenti che rafforzano i controlli governativi sulle attività di tali enti.

Mediante diversi ordini esecutivi, il capo dello Stato verde-oro ha attribuito al segretario generale della presidenza della repubblica, il generale Carlos Alberto dos Santos Cruz, il potere di esercitare uno “stretto monitoraggio” dei contributi percepiti dalle ong al fine di “fare piena luce” sull’identità dei finanziatori di queste ultime. Nei mesi precedenti, Bolsonaro aveva infatti ripetutamente rinfacciato alle associazioni umanitarie la “scarsa trasparenza” dei loro bilanci.

In base ai provvedimenti in questione, inoltre, Carlos Alberto dos Santos Cruz potrà “mettere al bando” gli enti responsabili di “turbare la vita politica del Paese per conto di agenti esterni”. Tra le ong bollate negli ultimi mesi dal presidente verde-oro come “burattini comandati da istituzioni nemiche della sovranità brasiliana” vi sono principalmente quelle impegnate nella salvaguardia dell’Amazzonia dallo sfruttamento industriale, prima tra tutte l’associazione Rio de Paz.

Il segretario generale della presidenza della repubblica ha presentato la “stretta” varata da Bolsonaro a carico degli enti no-profit come una “scelta necessaria”. Carlos Alberto dos Santos Cruz ha infatti dichiarato: “Questa misura è imprescindibile al fine di rendere le organizzazioni non governative più trasparenti. Tali soggetti assicurano alla popolazione prestazioni di natura palesemente pubblica ed è quindi fondamentale per le autorità governative monitorare che essi rispettino le leggi e non vengano finanziati da chi risiede fuori dal Brasile. I recenti provvedimenti adottati dal presidente Bolsonaro non hanno alcun intento repressivo. Servono solo a rafforzare il principio della trasparenza nel settore del volontariato.”

Nonostante le rassicurazioni offerte dal generale, numerose ong hanno iniziato a criticare duramente la strategia perseguita dall’esponente nazionalista.

Ad esempio, Jose Miguel Vivanco, responsabile Human Rights Watch per le Americhe, ha tuonato: “Questi ordini esecutivi autorizzano le autorità brasiliane a operare ingerenze sempre più aggressive nella vita delle associazioni umanitarie. Bolsonaro ha di fatto dato il via libera a ogni genere di abuso nei riguardi di chi ha la sola colpa di aiutare il prossimo.”

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