"A breve resteranno senza risorse". Il dossier dei servizi segreti sui russi

In un vertice tenutosi a Roma, i capi dei servizi segreti occidentali hanno fatto il punto sulla situazione dell'esercito russo. Cosa potrà accadere dopo il 9 maggio

"A breve resteranno senza risorse". Il dossier dei servizi segreti sui russi

Quel 9 maggio indicato da Putin per la fine e la vittoria della guerra, giornata simbolica in Russia, nasconde in realtà motivazioni che vanno al di là del mero significato di quel giorno: l'esercito russo tra un mese sarà ko e non avrà più risorse per proseguire. Anzi, i russi potrebbero avere ancora meno autonomia, indicata in 3-4 settimane al massimo secondo quanto rivelato dai servizi segreti Nato dopo il vertice di Roma. Ecco perché lo zar sa che non ha scampo e vuole correre ai ripari, tant'é che già adesso ha "ridisegnato" gli obiettivi del conflitto, limitandosi a ripiegare sull'obiettivo minino, il Donbass. Armi, cibo e carburante stanno per esaurirsi definitivamente e le truppe sono ormai al minimo storico quanto a morale e capacità di andare avanti.

"Ecco cosa diranno i russi"

Addio Kiev, addio conquista dell'Ucraina, al massimo Mariupol che potrebbe cadere nelle prossime ore: l'analisi è stata formulata dall'intelligence estera riunita in un vertice a Roma due giorni fa. Il tavolo era composto dal direttore della Cia, William Burns, con il direttore dell'Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), il generale Giovanni Caravelli e i vertici dei servizi segreti inglese, tedesco e francese. L'ultimo baluardo possibile di conquista può essere Odessa, dopodiché si fermeranno e batteranno in ritirata celebrando, il 9 maggio, la sconfitta dei nazisti per mano russa. "Proveranno a raccontarla come una vittoria, ma in realtà tutto questo segna il trionfo della resistenza ucraina: per questo non dobbiamo lasciare assolutamente solo il governo Zelensky", affermano i capi come riportato da Repubblica.

Un confronto di informazioni

Il vertice di Roma aveva un paio di obiettivi: capire quale sarà la prossima strategia di Putin e confrontare le rispettive informazioni già possedute per avere un quadro il più chiaro possibile e anticipare quanto accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Di sicuro, fino a questo momento le truppe russe di Putin "stanno perdendo", hanno affermato in coro i vertici dell'intelligence. Pensavano che con una guerra lampo avrebbero avuto la meglio ma si sono impantanati nella neve e nel fango ucraini. Da qui, l'unica strada percorribile è l'assalto al Donbass: le truppe di Kiev sono ridotte ai mimini termini e le perdite sono state di migliaia e migliaia di soldati, molto peggio di qualsiasi altra previsione. Secondo le loro informazioni, l'Ucraina può contare su un numero maggiore di armi, 11 volte superiori a quelle di ogni tank russo.

La fine del conflitto

I servizi di intelligence si sono interrogati su quanto potrà accadere nel dopo Ucraina, quando bisognerà negoziare con Putin per una pace duratura e il rientro alla "normalità", probabilmente a rapporti totalmente diversi rispetto a prima dell'invasione. "È importante - hanno detto - arrivare in una situazione di forza. E per questo non possiamo lasciare solo il governo ucraino: dobbiamo portare il governo russo a un punto di rottura e il suo esercito a un esaurimento operativo che metta fine a questa aggressione".

Nella discussione si è toccato anche il tema relativo alle sanzioni: cosa accadrà alla fine del conflitto? È molto prematuro dare una risposta, bisognerà prima attendere la fine degli eventi per capire se la Russia potrà "rientrare" nel mondo occidentale o rimarrà confinata ai margini come in questi giorni.

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