Francia, non bastava il Covid. Adesso c'è anche lo spettro dell'aviaria

Una delle ultime epidemie di influenza aviaria ad avere colpito l’Europa, dopo essersi originata nel Sudest asiatico, è stata quella del 2005

Francia, non bastava il Covid. Adesso c'è anche lo spettro dell'aviaria

In Francia si sta aggiungendo ultimamente all’incubo-coronavirus anche lo spettro dell’influenza aviaria. Focolai di tale malattia, ad alta contagiosità e trasmissibile dagli uccelli all’uomo, si stanno infatti moltiplicando nel Paese dall’inizio di quest’anno, con le autorità che stanno di conseguenza adottando provvedimenti di contenimento del morbo. Una precedente epidemia di aviaria abbattutasi sul Vecchi continente è stata quella del 2005, originatasi nel Sudest asiatico, ma quella di quest’anno si sta pericolosamente intrecciando con la pandemia di Covid.

Allo scopo di frenare l’avanzata del morbo aviario, le autorità transalpine hanno, nel dettaglio, ordinato l’abbattimento di centinaia di migliaia di volatili, presenti in numerosi allevamenti e aziende agricole nazionali. Alla base della decisione drastica delle istituzioni locali vi è il fatto che i principali focolai dell’influenza incriminata sono stati finora identificati con 61 siti di allevamento, di cui 48 ubicati nel solo dipartimento delle Landes, nel sud-est della Francia. Proprio in tale dipartimento, in particolare nella sua porzione meridionale denominata Chalosse, si concentrano molti allevamenti di oche e anatre destinate alla preparazione del foie gras.

Per contenere il propagarsi dell’aviaria, il ministero dell’Agricoltura di Parigi ha già provveduto all’abbattimento di 200mila anatre, di cui circa 100mila sono state uccise all'interno di focolai identificati, mentre 104.000 sono state invece oggetto di abbattimento preventivo poiché presenti in siti vicini agli stessi focolai.

Loic Evain, capo dei servizi veterinari e vice direttore generale dell'alimentazione, ha quindi fatto sapere alla stampa locale che lo sforzo governativo di contenimento del virus andrà avanti con l’abbattimento preventivo di altri 400mila pennuti sospetti. Il numero degli uccelli da abbattere però, a detta del medesimo funzionario, è “destinato a evolversi”, a seconda di quanti nuovi focolai della malattia incriminata emergeranno nei prossimi giorni. Evain non ha inoltre escluso che i consulenti scientifici del governo possano suggerire prima o poi l’adozione di misure ancora più drastiche per contrastare la diffusione del morbo.

L’arrivo in Francia dell’influenza aviaria rischia di essere la mazzata finale per il settore degli allevamenti avicoli nazionali, già duramente colpito dalle restrizioni anti-Covid.

I sindacati del comparto hanno infatti dato voce alle difficoltà delle aziende di allevamento, che, nonostante i consistenti investimenti in bio-sicurezza fatti finora, si trovano costrette a vedere abbattuti centinaia di migliaia di loro animali, con conseguente perdita di commesse e di affari.

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