La guerra delle statue: a Melitopol torna Lenin. E Odessa vuole abbattere Caterina la Grande

Nel porto sul Mar Nero i cittadini votano per distruggere il simbolo russo

La guerra delle statue: a Melitopol torna Lenin. E Odessa vuole abbattere Caterina la Grande

Una guerra si combatte anche a colpi di simboli. E che cosa c’è di più simbolico delle statue, a cui da sempre è affidato il compito di celebrare il potere? Accade così che Odessa si appresti ad abbattere il monumento all’odiata zarina Caterina II, simbolo del dominio russo nel Paese mentre l’amministrazione filorussa di Melitopol intenda rimettere in piedi quella dedicata a Lenin. Partiamo da Odessa, città sul Mar Nero celebre per il suo grande porto per la scalinata della Corazzata Potëmkin, che la gran parte degli italiani in realtà conoscono soprattutto per la beffarda parodia fanozziana. Qui in piazza Kateryninska sorge dal 1900 un grandioso monumento all’imperatrice Caterina II, la Grande di Russia, sulla cui base compaiono anche statue più piccole che ritraggono José de Ribas, François Sainte de Wollant, Platon Zubov e Grigory Potemkin, tutti considerati i fondatori di Odessa, città nata ufficialmente nel 1794 nel territorio da poco strappato dall’impero russo a quello ottomano proprio negli anni finali del regno di Caterina la Grande. La statua, smantellata nel 1920, dopo la Rivoluzione di Ottobre, fu rimessa al suo posto a spese dell’uomo di affari locale Ruslan Tarpan nel 2007, per accontentare la consistente minoranza russofona della città, pari a circa il 29 per cento del totale, ciò che giustifica le mire russe sulla città. Naturalmente dallo scoppio della guerra nello scorso febbraio la maggioranza ucraina, che tollerava quel simbolo di russitudine, ha iniziato a guardarlo di sbieco. Ed è nato un dibattito sull’opportunità di mantenere in piedi quel monumento. A settembre, la statua è stata imbrattata con vernice rossa, mentre qualche tempo dopo è stata coperta con un cappello da boia. Sul destino del monumento è stata realizzata una votazione sulla piattaforma Publicly Active Citizen, e la maggioranza dei cittadini di Odessa ha scelto per la rimozione della statua da piazza Kateryninska. Sulla questione ora dovrà votare il consiglio comunale di Odesa. «Credo che i risultati del voto sulla piattaforma Publicly Active Citizen saranno presi in considerazione dai rappresentanti del consiglio comunale, che prenderanno la decisione finale», ha spiegato il sindaco della città, Hennadiy Trukhahov, citato dall’agenzia di stampa Euromaidan. Di segno opposto la storia che arriva da Melitopol, circa 150 chilometri a est di Odessa. Qui le autorità russe che hanno in mano la città affermano di aver rimesso in piedi una statua di Lenin demolita nel 2014. Secondo quanto riferisce France Presse, il capo insediato dai russi della regione di Zaporizhzhia, Vladimir Rogov, ha pubblicato una fotografia dei lavoratori che ripristinano il monumento al rivoluzionario russo, scrivendo: «Dopo sette anni la statua di Vladimir Lenin è tornata al suo posto a Melitopol».

L’Ucraina ha smantellato le statue di Lenin in tutto il Paese dopo che la rivoluzione del 2014 ha rovesciato il governo sostenuto da Mosca. Quasi tutte le città della Russia hanno una statua di Lenin nelle loro piazze centrali.

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