Lula libero attacca giudici e media. Poi scherza: "Pericoloso essere mio amico"

Furente con i media, ancor di più con i magistrati, l'ex presidente fa una battuta che però non fa ridere nessuno dei suoi migliori amici, quasi tutti in carcere a cominciare dal bovaro Bumlai, ex consigliere della sua famiglia

Lula libero attacca giudici e media. Poi scherza: "Pericoloso essere mio amico"

Rilasciato dopo quasi 4 ore di interrogatorio, un Lula furente ha indetto ieri una conferenza stampa in cui ha attaccato duramente tanto la magistratura che la stampa. “Mi sono sentito prigioniero”, ha detto l’ex presidente del Brasile che ha ricevuto, quasi subito, la solidarietà della sua delfina, Dilma Rousseff. “Oggi è diventato pericoloso essere amici di Lula” ha detto ancora l’indagato più famoso del Brasile, facendo una battuta che, però, non ha fatto ridere nessuno. Oltre al suo attuale braccio destro, il presidente della fondazione Istituto Lula, Paulo Okamotto, anche lui come Lula ieri ‘obbligato’ a rispondere alle domande degli inquirenti, sono infatti da tempo in carcere i principali suoi grandi amici dei tempi dorati in cui Barack Obama lo definiva pubblicamente “il miglior politico al mondo”.

Come il suo ex braccio destro Zé Dirceu, condannato già per la prima tangentopoli esplosa nel 2005, il Mensalao, e tornato dentro con quest’ultima ed assai più devastante, ribattezzata Petrolao, visto che per pagare tangenti è stata saccheggiata la più grande statale brasiliana, la Petrobras. O il tesoriere del suo partito, Vaccari Neto. O l’imprenditore che più di qualsiasi altro lo utilizzava per fare lobby nel mondo in cambio di cachet milionari, il presidente della multinazionale Odebrecht, Marcelo Odebrecht. Tutti i carcere come il bovaro José Carlos Bumlai, l’unica persona che aveva accesso senza neanche presentare un documento d’identità o farsi annunciare all’ufficio privato presidenziale quando, tra 2003 e 2010, Lula guidò il paese del samba.

Interessante che quando Bumlai venne arrestato, immediatamente l’Istituto Lula di Okamotto diramò un comunicato stampa per sottolineare come, in realtà, l’ex presidente non fosse così amico del bovaro. Era il 24 novembre 2015. Ieri, a smentire il comunicato di smentita ci ha però pensato Delcidio do Amaral, senatore petista furente con Lula visto che, dopo il suo arresto quando era leader del governo al Senato, sarebbe stato “lasciato solo” dall’amico.

Ecco cosa ha detto Delcidio, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, ai giudici della Mani Pulite brasiliana nei verbali d’interrogatorio riportati dalla rivista Istoé a proposito del “poco amico” di Lula, il bovaro Bumlai.

“Al contrario di quanto dice l’ex presidente Lula, José Carlos Bumlai gode di assoluta intimità con lui e ricopre il ruolo di ‘consigliere’ della sua famiglia”. E ancora: “Di tutte le attività illecite di Bumlai, una delle più rilevanti è l’acquisizione, fatta da Petrobras, della sonda Vitoria 10.000, le cui conseguenze politiche e finanziarie sono molto maggiori di quelle divulgate. L’affare fu fatto allo scopo di cancellare un debito di Bumlai con la Banca Shahim pari a 12 milioni di reais (4 milioni di dollari, ndr). Il contratto fu però di 16 milioni di dollari e la realtà è che non solo cancellò il debito di Bumlai ma pagò i debiti della campagna elettorale del 2006 di Lula”. E non bastasse: “Bumlai è stato il responsabile numero uno della nascita dell’Istituto Lula, mettendo a disposizione tutto l’apparato logistico e finanziario. Inoltre è stato il responsabile, in un primo momento, dei lavori della villa con piscina di Lula”.

Per la cronaca uno dei due immobili al centro dell’inchiesta che oggi ha portato all’interrogatorio ‘forzato’ dell’ex presidente. Su una cosa Lula ha proprio ragione visto il carcere cui sono costretti tutti i precedentemente citati: essere amici suoi oggi è pericoloso. E non c’è nulla da ridere.

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