La manovra di Macron: riduzioni fiscali e reddito universale

Presentato oggi il budget fiscale del prossimo anno dal governo francese di Emmanuel Macron. Punti chiave del piano finanziario sono l’abbassamento delle imposte sulle famiglie e l’introduzione di un reddito universale dal 2020

La manovra di Macron: riduzioni fiscali e reddito universale

Il presidente francese Emmanuel Macron critica l’asse politica Salvini-Di Maio, ma intanto copia il programma del governo cambiamento.

Per fermare la caduta libera di consensi dell’esecutivo di Parigi, già in condizioni precarie dopo le recenti dimissioni di tre ministri (ambiente, sport, e interno nel 2019), Macron ha deciso di correre ai ripari, indossando momentaneamente la maglietta del premier sovranista (e forse anche un po’ populista) francese.

Proprio oggi, infatti, il governo macroniano ha presentato in dettaglio il budget per il 2019, elencando punto per punto le diverse entrate e uscite dello stato, sotto l’attento occhio di Bruxelles.

Il prodotto interno lordo (pil) francese non ha raggiunto le aspettative stimate, registrando un rallentamento dell’economia nel primo e nel secondo trimestre 2018 pari allo 0,2%, costringendo il governo a correggere significativamente le entrate e il suo percorso fiscale.

“Abbiamo preso impegni chiari e non li metteremo in dubbio”, ha assicurato il primo ministro Edouard Philippe all'università estiva del Medef, promettendo di mantenere il rapporto deficit/pil “sotto il 3%”.

L’obiettivo di Macron è riacquistare la fiducia dei francesi e mantenere la benevolenza dei burocrati europei, ed ecco quindi che l’equilibrista dell’Eliseo dovrà far molta attenzione per conciliare sia i tagli fiscali annunciati per l’anno prossimo che il preoccupante deficit pubblico francese.

Il bilancio del 2019 risulta davvero difficile per Parigi. Emmanuel Macron ha annunciato una forte riduzione delle tasse per le famiglie pari a 6 miliardi di euro, manovra inedita da dieci anni a questa parte e mai avanzata da nessuno dei precedenti governi in carica. Inoltre, l’altro provvedimento populista di Parigi vede la distribuzione di una sorta di reddito universale (copiato dal reddito di cittadinanza del governo italiano), a partire dal 2020, inserito in una “strategia nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà … per garantire che le persone vivano con dignità”, come dichiarato dallo stesso Macron. In cambio, i beneficiari dovranno cercare un lavoro e non possono “rifiutare più di due offerte di lavoro ragionevoli”.

Tante belle parole che ricordano l'amato motto francese liberté égalité fraternité ma cio’ che spaventa i mercati e gli eurocrati sono giustamente le coperture di queste nuove manovre finanziarie decise dalla ville lumière.

Ad oggi, questo taglio di imposte è stato compensato dall'aumento della tassazione dell'energia elettrica, compresi i prezzi del carburante alla pompa (1,9 miliardi) e l'aumento del prezzo del pacchetto di sigarette (400 milioni), ma in molti dubitano che la sua sostenibilità a medio termine.

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