"Odiano l'Occidente": cosa si cela davvero dietro i radical chic ecologisti

Il legame fra la sinistra woke e politicamente corretta e l'ecologismo politico di Greta Thunberg. Il nuovo libro della filosofa Bérénice Levet, studiosa di Hannah Arendt, indaga sulle nuove ossessioni della sinistra liberal

"Odiano l'Occidente": cosa si cela davvero dietro i radical chic ecologisti

C'è uno stretto legame fra l'ambientalismo apocalittico di Greta Thunberg, gli attivisti di Black Lives Matter e la sinistra "woke": l'odio per l'occidente, per i suoi simboli, per la sua storia. Esiste un filo diretto fra l'oltranzismo radicale di chi abbatte le statue e incolpa le società occidentale - e solo quelle - di inquinare a dismisura, fra la cancel culture e l'ecologismo politicamente corretto. "Quale legame possiamo stabilire tra la crisi ecologica e la società patriarcale? Tra il riscaldamento globale e il colonialismo? Tra la scomparsa di specie viventi e la schiavitù o il razzismo? Tuttavia, è inestricabile nella mente degli ambientalisti" a porsi questa domanda, come riporta Il Foglio, è Bérénice Levet, studiosa di Hannah Arendt, che ha dedicato il suo nuovo libro - L'Écologie ou l'ivresse de la table rase (Éditions de l'Observatoire) - proprio al tema dell'ecologismo politico. Ambientalismo, decolonizzazione, teoria critica della razza, lotta al patriarcato: l'uomo, secondo gli ambientalisti della sinistra identitaria, è senza storia, senza simboli, senza tempo, "una creatura naturale appiattita nel presente, un viaggiatore senza bagaglio".

Il nuovo radicalismo woke nato dalle ceneri del marxismo

Con il crollo del Muro di Berlino, la sinistra occidentale ha abbandonato la lotta di classe per dedicarsi alla tutela delle minoranze. Come ha spiegato il politologo Francis Fukuyama su Foreign Affairs in molte democrazie la sinistra "si concentra meno sulla creazione di un'ampia uguaglianza economica" e più sulla "promozione degli interessi di un'ampia varietà di gruppi emarginati, come le minoranze etniche, gli immigrati e i rifugiati, le donne e le persone Lgbt". In buona sostanza, il vecchio marxismo è stato sostituito da una nuova forma di radicalismo identitario e progressistra che ben si sposa con il politicamente corretto, con il nuovo ecologismo politico, con la cancel culture. Sempre Fukuyama spiega che durante l'era della globalizzazione, la maggior parte dei partiti di sinistra ha cambiato la propria strategia. Piuttosto che costruire solidarietà attorno a grandi collettività come la classe lavoratrice o gli sfruttati, ha iniziato a concentrarsi su gruppi sempre più piccoli. "La sinistra continua a essere definita dalla sua passione per l'uguaglianza - osserva -ma il suo programma si è spostato dalla precedente enfasi per la classe lavoratrice alle richieste di un circolo sempre più ampio di minoranze emarginate". Questo cambio di paradigma anima le rivendicazioni identitarie dei figli prediletti della New Left statunitense: l'attivismo antirazzista, l'ambientalismo apocalittico, l'ideologia transgender, tutto condensato nella parola "woke".

Dal marxismo all'ambientalismo apocalittico

Dalle ceneri del marxismo, dunque, nasce un nuovo mondo. Dove un'ideologia crolla, spiega Levet nell'incipit del suo libro, "inevitabilmente ne deve sorgere una nuova? Quello che avremmo potuto dare per scontato per la fine dello spettacolo nel 1989, dopo la caduta del Muro di Berlino, era, per parafrasare Tocqueville, solo la fine di un atto. Sulle rovine del marxismo si sarebbero formati i nuovi messaggeri di un mondo radicalmente nuovo". Greta Thunberg è uno di questi messaggeri, forse per alcuni il messia. Levet, come nota Il Foglio, Levet parla infatti di una bambina che accusa l'occidente, tuona contro una civiltà di cui non sa nulla se non che è colpevole, di tutto. "Greta Thunberg, l'adolescente che fa lezione agli adulti, è la perfetta incarnazione dell'atteggiamento consumistico che rivendica, in modo incontinente, la soddisfazione dei suoi desideri eretti a diritti".

Le posizioni che Greta sostiene in materia d’ambientalismo sono intrise, a dir poco, di un allarmismo che sconfina in un millenarismo di marca apocalittica. Populismo ecologista spacciato per "scienza". Più che un'ideologia politica, qui siamo dinanzi a una vera e propria religione laica. Quella celebrata dalla sinistra woke.

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