La porta, il proiettile a bruciapelo: così i jihadisti hanno ucciso suor Maria De Coppi

La religiosa comboniana freddata a bruciapelo dopo aver aperto la porta ai suoi assassini. Missionarie al lavoro con la Farnesina per portare in salvo le due suore rimaste a Chipene e recuperare il corpo

La porta, il proiettile a bruciapelo: così i jihadisti hanno ucciso suor Maria De Coppi

Freddata con un colpo a bruciapelo dopo aver aperto la porta ai suoi assassini. Così è stata uccisa suor Maria De Coppi, missionaria comboniana di 84 anni di Santa Lucia di Piave in provincia di Treviso. Il gruppo di uomini armati poi ha appiccato il fuoco in chiesa, nella casa delle Sorelle, nell’ospedale e ha distrutto alcune macchine. A raccontare i dettagli dell’attentato alla missione di Chipene, in Mozambico, è padre Alex Zanotelli. Il sacerdote, in contatto con le consorelle di suor Maria non ha dubbi: si è trattato di un attentato jihadista.

"Hanno bussato alla porta della missione, suor Maria ha aperto e le hanno sparato a bruciapelo", ha raccontato all’Adnkronos. Le altre suore e due sacerdoti della diocesi di Concordia-Pordenone, don Lorenzo Barro e don Loris Vignadel, sono riusciti a mettersi in salvo scappando nella foresta in direzione di Nacala. "È molto probabile che siano stati terroristi islamici ad assalire la missione", dice all’agenzia Fides anche monsignor Inacio Saure, arcivescovo di Nampula, diocesi dalla quale dipende Chipene. Negli ultimi mesi in questa zona è stata teatro di un aumento esponenziale di attacchi da parte di gruppi jihadisti che fanno riferimento allo Stato Islamico.

"La crescita e la concentrazione delle organizzazioni criminali, la radicalizzazione islamica e il terrorismo jihadista dall’ottobre 2017 rappresentano le maggiori minacce per la popolazione, in particolare nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese", spiega il direttore della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro, che parla di migliaia di vittime degli islamisti, come quelli di al-Shabaab. "Si sta creando – aggiunge - una nuova generazione di sfollati interni, oramai ben oltre 800mila". Gli stessi che erano accolti nella parrocchia di suor Maria. "Evidentemente – fa notare Monteduro - il governo non riesce a controllare le attività criminali e terroristiche islamiste. Non solo le autorità civili, ma anche i leader religiosi devono condannare e isolare la radicalizzazione con maggiore determinazione".

"La barbara uccisione della religiosa italiana rappresenta solo l’ennesimo colpo alla comunità cristiana del Mozambico e africana nel suo complesso", conclude il direttore di Acs-Italia, ricordando come esattamente il 7 settembre di otto anni veniva trucidato in Burundi un gruppo di suore Missionarie di Maria. Ora le comboniane sono al lavoro assieme alla Farnesina per consentire l’evacuazione delle due consorelle rimaste nella missione distrutta e data alle fiamme dai terroristi, e prelevare il corpo di suor Maria, che prestava servizio in Mozambico dal 1963, per poterlo seppellire degnamente.

Ad esprimere "profondo cordoglio" ai familiari, alla congregazione e alla diocesi di Vittorio Veneto è anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana: "Dopo suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, morta il 25 giugno ad Haiti, piangiamo per un’altra sorella che con semplicità, dedizione e nel silenzio ha offerto la vita per amore del Vangelo".

Il sacrificio di suor Maria, ha detto Zuppi, "sia seme di pace e riconciliazione in una terra che, dopo anni di stabilità, è nuovamente flagellata dalla violenza, causata da gruppi islamisti che da alcuni anni seminano terrore e morte in vaste zone del Paese".

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