La Regione Piemonte finanzierà la ricostruzione dell'asilo di Maaloula

Un gesto significativo in una Siria in cui manca ancora di tutto: Maaloula, cittadina da sempre simbolo di convivenza tra cristiani e musulmani, è stata pesantemente danneggiata dall'occupazione dei miliziani islamisti del 2013

La Regione Piemonte finanzierà la ricostruzione dell'asilo di Maaloula

Quando Maaloula nell'ottobre del 2013 è caduta nelle mani dei terroristi di Al Nusra, gli obiettivi cristiani sono subito stati colpiti e distrutti. Qui la comunità cristiana ha origini molto antiche e una tradizione plurisecolare. Basti pensare che a Maaloula, cittadina a nord di Damasco, si parla ancora l'aramaico antico.

Più che un obiettivo strategico, durante i primi anni di guerra civile era diventata un simbolo: per gli islamisti, colpirla equivaleva a mostrare il segno del loro potere e della loro volontà di espellere ogni minoranza religiosa dalla Siria.

Oggi da Maaloula sono arrivati piccoli segnali di ripresa. I terroristi già da anni sono andati via, scalzati dal ritorno nel 2014 dell'esercito siriano. E anche se lentamente, si sta pensando alla ricostruzione. Tra gli edifici da rimettere in piedi, vi è anche l'asilo di San Giorgio. Prima del conflitto, la struttura permetteva a tutti i bambini, cristiani e musulmani, di vivere in un comune luogo di aggregazione.

Proprio per questo forse è stato uno dei primi simboli colpiti da Al Nusra. In questo periodo natalizio, dal Piemonte è arrivata la notizia del finanziamento della ricostruzione dell'asilo. La regione ha infatti deciso di sposare la causa e, assieme alla Fondazione HOPE e in partnership locale con il Patriarcato della Chiesa Greco-Melchita Cattolica di Antiochia, finanzierà la riapertura dell'asilo.

Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:

specificando come causale:
ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI SIRIA
intestato a:
Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS
IBAN: IT23H0306909606100000077352
BIC/SWIFT: BCITITMM

Oppure tramite pagamento online a questo link

“Con questa azione umanitaria, unica finora nel panorama della cooperazione decentrata delle Regioni, riscopriamo il senso più vero del Natale – è la dichiarazione dell'assessore alla Cooperazione Internazionale della Regione Piemonte Maurizio Marrone – Il Piemonte sarà protagonista della ricostruzione di quella culla della cristianità così profondamente ferita dall’odio islamista, partendo dall’assistenza ai bambini che rappresentano la migliore garanzia per il futuro di questa Siria, tornata sovrana all’insegna della libertà di culto e del pluralismo confessionale”.

L'importanza dell'iniziativa è stata ribadita anche da Samaan Daoud, della fondazione HOPE: “Maaloula è un luogo simbolico per cristiani e musulmani, che nel corso dei millenni ha rappresentato un modello riuscito di convivenza – si legge in una nota – L'attacco terroristico di Al Nusra ha rappresentato quindi non solo un attacco nei confronti della popolazione cristiana, ma soprattutto a quello stesso “modello” faticosamente costruito e che oggi deve poter rinascere”.

A fargli eco anche il vice presidente di HOPE, Marcello De Angelis: “Ripartire con la ricostruzione dell'asilo è per noi un primo passo importante – ha dichiarato – per edificare nuovamente il modello di convivenza che è stata la caratteristica di Maalolua”.

Una piccola goccia nell'oceano, ma importante soprattutto in questo periodo. La guerra in Siria non è ancora finita, molti cristiani vivono sotto l'incubo del terrorismo soprattutto nella provincia di Idlib. La ricostruzione non è iniziata a pieno ritmo, le sanzioni internazionali contro il governo del presidente Assad non stanno permettendo l'apertura di una nuova pagina per il Paese.

Maaloula ne è un esempio: la cittadina prima del conflitto contava più di diecimila abitanti, molti dei quali scappati durante l'assedio di Al Nusra.

Oggi soltanto poco più di duemila sono potuti rientrare a casa. In Siria manca di tutto, a volte anche un semplice luogo di aggregazione per i bambini. Motivo in più per evidenziare l'importanza dell'iniziativa relativa alla ricostruzione dell'asilo.

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