Siria, Trump chiama Erdogan: la Turchia contesa fra Usa e Russia

Il presidente Usa telefona al proprio omologo turco nel tentativo di avvicinare la Mezzaluna alla linea occidentale nell'ambito delle tensioni sulla Siria

Siria, Trump chiama Erdogan: la Turchia contesa fra Usa e Russia

Il telefono del presidente turco Recep Tayyip Erdogan continua a squillare. E all'altro capo della cornetta ci sono gli uomini più potenti del mondo. Nelle ultime ore è stato Donald Trump a chiamare ad Ankara, per "concordare col capo della Turchia di restare in stretto contatto sulla situazione" in Siria.

Nelle ultime, tesissime, ore, infatti, il ruolo della Mezzaluna assume sempre più importanza per definire gli equilibri nella regione. Storico membro della Nato, in cui riveste una posizione di primaria importanza, la Turchia da alcuni mesi ha progressivamente allontanato la propria politica regionale dalla linea dettata dall'Alleanza atlantica, entrando in contrasto con gli Usa soprattutto per quanto riguarda la posizione nei confronti dell'autonomismo curdo.

Tuttavia le basi Nato sul territorio turco rivestono un'importanza irrinunciabile per qualsiasi operazione ipotizzabile nell'area ed è altamente probabile che nell'ultimo colloquio telefonico Trump abbia cercato di portare Erdogan dalla propria parte nel quadro delle tensioni che lo oppongono alla Russia e all'Iran, fiancheggiatori del regime siriano di Bashar al Assad.

Appena pochi giorni fa il presidente turco e il suo omologo russo Vladimir Putin avevano avuto un colloquio sugli ultimi sviluppi della situazione in

Siria, concordando sulla necessità "porre un freno alle morti dei civili". Contestualmente, Ankara aveva fatto sapere della "inquietudine" espressa da Erdogan a Putin sugli ultimi attacchi nella regione della Ghouta.

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