Sudafrica, vietata negli atenei pubblici lingua della comunità bianca

Il divieto dell’afrikaans all’interno dei corsi di studio universitari è stato subito bollato dalle associazioni per i diritti della comunità bianca sudafricana come “razzista e disonesto”

Sudafrica, vietata negli atenei pubblici lingua della comunità bianca

In Sudafrica si stanno scatenando forti polemiche a causa della progressiva attuazione, da parte delle autorità, di un vero e proprio “boicottaggio” dell’afrikaans, la lingua parlata dalla minoranza bianca del Paese.

Diverse università pubbliche hanno infatti di recente, dietro sollecitazione del ministro dell’Educazione superiore Naledi Pandor, “vietato”, nell’ambito dei propri corsi di studio, l’utilizzo dell’idioma parlato dai discendenti dei boeri. Gli ultimi atenei statali che hanno escluso l’afrikaans dal novero delle proprie lingue ufficiali sono l’università di Pretoria e quella di Stellenbosch.

Le istituzioni didattiche promotrici di tale “boicottaggio” hanno giustificato quest’ultimo bollando l’idioma della minoranza bianca come la “lingua dell’apartheid”. Esse hanno inoltre presentato la loro decisione come rientrante in una strategia, promossa direttamente dall’esecutivo Ramaphosa, volta a rendere il contesto educativo nazionale “pienamente sudafricano”. Ad avviso dei responsabili degli atenei nonché del ministro Pandor, idiomi quali “l’inglese, lo zulu, lo xhosa, lo tswana e il sotho del sud” presenterebbero “maggiore attinenza” con la storia del Paese rispetto a una “parlata minoritaria” come l’afrikaans.

Il divieto di quest’ultimo all’interno dei corsi di studio universitari è stato subito bollato dalle associazioni per i diritti della comunità di origini europee come “razzista e disonesto”. Ad esempio, l’ong AfriForum ha accusato le istituzioni didattiche statali e il governo di Pretoria di condurre una campagna “palesemente discriminatoria” e diretta a “cancellare dal Sudafrica ogni traccia della lingua e della cultura dei pionieri boeri”.

Malumori per l’iniziativa promossa dal ministro Pandor sono stati espressi anche da altri esponenti dell’esecutivo Ramaphosa. Tito Mboweni, titolare del dicastero delle Finanze, ha infatti etichettato il “boicottaggio anti-afrikaans” come una “dichiarazione di guerra nei confronti di una comunità importante del nostro Paese”.

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