"Io nazista? Pura malafede". E Waters rispedisce le accuse al mittente

L'ex Pink Floyd racconta di aver da sempre utilizzato nei suoi concerti questa criticata forma di attacco ai totalitarismi: "La rappresentazione di uno sfrenato demagogo fascista è caratteristica dei miei spettacoli sin da 'The Wall'"

"Io nazista? Pura malafede". E Waters rispedisce le accuse al mittente
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Roger Waters non ci sta, e rispedisce al mittente le accuse di antisemitismo rivoltegli dopo il suo concerto di Berlino, parlando di "malafede" e di un tentativo da parte di chi avversa le sue idee politiche, di infangarlo e metterlo a tacere.

Cosa è accaduto

L'ex Pink Floyd è finito nel mirino della polizia tedesca per presunta istigazione all'odio, a causa del fatto di aver indossato una mise simile a quella tipica degli ufficiali delle SS. "Stiamo indagando su sospetti di istigazione all'odio perchè gli abiti indossati sul palco potrebbero glorificare o giustificare il regime nazionalsocialista e disturbare la quiete pubblica", ha dichiarato infatti un portavoce delle forze dell'ordine alla Afp.

Un lungo cappotto nero e una larga fascia rossa al braccio sinistro, recanti entrambi il simbolo dei martelli incrociati ben noto da tempo ai fan dei Pink Floyd, hanno scatenato le polemiche contro Waters dopo l'esibizione del 17 maggio sul palco della Mercedes-Benz Arena di Berlino.

Alcuni media tedeschi e israeliani hanno insistito anche sul fatto che, durante il concerto, sono apparse sullo schermo delle scritte coi nomi di Anne Frank e Shireen Abu Akleh, la giornalista star palestinese-americana del canale Al Jazeera uccisa durante un raid israeliano nel maggio 2022. "Stiamo indagando e una volta concluso il procedimento, lo invieremo al pubblico ministero per una valutazione legale finale", ha aggiunto il portavoce della polizia tedesca.

La replica di Waters

"La mia recente esibizione a Berlino ha attirato attacchi in malafede da parte di coloro che vogliono diffamarmi e mettermi a tacere perché non sono d'accordo con le mie opinioni politiche e i miei principi morali", replica l'ex Pink Floyd sulla propria pagina Facebook.

"Gli elementi della mia performance che sono stati messi in discussione sono chiaramente una dichiarazione contro il fascismo, l'ingiustizia e il fanatismo in tutte le sue forme", aggiunge. "I tentativi di ritrarre quegli elementi come qualcos'altro sono falsi e politicamente motivati", precisa, ricordando che si tratta di una rappresentazione che lo contraddistingue almeno da 43 anni. "La rappresentazione di uno sfrenato demagogo fascista è stata una caratteristica dei miei spettacoli sin da "The Wall" dei Pink Floyd nel 1980", spiega infatti Waters.

"Ho passato tutta la mia vita a scagliarmi contro l'autoritarismo e l'oppressione ovunque ne vedessi degli esempi", prosegue il musicista. "Quando ero bambino, dopo la guerra, a casa nostra veniva spesso pronunciato il nome di Anna Frank", ricorda l'ex Pink Floyd, "lei divenne il simbolo indelebile di ciò che accade quando il fascismo viene lasciato libero di agire senza controllo".

"I miei genitori hanno combattuto i nazisti nella seconda guerra mondiale, con mio padre che ne ha pagato

il prezzo più alto", spiega ancora Waters. "Indipendentemente dalle conseguenze degli attacchi contro di me, continuerò a condannare l'ingiustizia e tutti coloro che la perpetrano", conclude l'artista.

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