Scioglimento Comune di Castellammare: "Il sindaco testimone al matrimonio di un camorrista"

I legami tra gli amministratori e la criminalità organizzata sono evidenziati nella relazione che segue il provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri

Scioglimento Comune di Castellammare: "Il sindaco testimone al matrimonio di un camorrista"

Le accuse nei confronti di Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche lo scorso 24 febbraio, sono pesanti. Nella relazione che segue il provvedimento adottato dal consiglio dei ministri è evidenziato che il primo cittadino avrebbe preso parte, come testimone di nozze, al matrimonio di uno dei boss di una famiglia malavitosa locale, clan i cui componenti “risultano affidatari di lavori e servizi da parte del Comune stesso”. Nel documento si fa riferimento alla fitta rete di parentela che accomuna ai camorristi non solo i politici, ma anche diversi dipendenti comunali, i quali si sarebbero macchiati di reati contro la Pubblica amministrazione violando sistematicamente le norme in materia di lavoro.

Tutto ciò, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, avrebbe spinto il Governo a sciogliere anticipatamente il consiglio comunale di Castellammare di Stabia. A finire nel mirino della giustizia sono stati in particolare gli affidamenti diretti o fiduciari dei lavori pubblici e dei servizi in violazione del principio di rotazione. A essere scelte sono state sempre le stesse ditte, in odore di camorra, che in molti casi non avevano neppure i requisiti richiesti per legge. Stesso discorso per le gare d’appalto, il più delle volte pilotate, come nel caso dell’affidamento di aree demaniali da destinare a spiaggia libera attrezzata.

Nella relazione si parla anche della gestione dei rifiuti solidi urbani, oltre che del servizio di contrasto all’abusivismo edilizio. La commissione ha riscontrato gravi irregolarità, così come illeciti sono stati commessi sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

In alcune circostanze queste strutture sono rimaste nelle mani della camorra che le ha continuate a gestire per l’omesso controllo da parte del Comune. Dopo la bufera che si è abbattuta in città, intanto, il sindaco Cimmino ha preferito, per il momento, trincerarsi dietro il silenzio stampa, in attesa di nuovi risvolti riguardo la sua delicata situazione giudiziaria.

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