"Non ha avuto un ictus". La rivelazione di Cruciani su Davide Lacerenza

Nel corso de "La Zanzara", Giuseppe Cruciani ha reso note le condizioni di salute del volto della Gintoneria e ha fatto chiarezza sulla natura del malore

"Non ha avuto un ictus". La rivelazione di Cruciani su Davide Lacerenza
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Arrivano importanti aggiornamenti sulle condizioni di salute di Davide Lacerenza, l'ex titolare della Gintoneria di Milano indagato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e sfruttamento della prostituzione commessi nel locale. Agli arresti domiciliari dal 4 marzo insieme all'ex compagna Stefania Nobile, il sessantenne ha accusato un malore verso le 4 del mattino di martedì ed è stato ricoverato al Policlinico di Milano. Nelle prime ore si è parlato di un ictus, ma a fare chiarezza è intervenuto Giuseppe Cruciani.

Nel corso del consueto appuntamento su Radio 24 con "La Zanzara", il giornalista ha specificato che Lacerenza non ha avuto nessun ictus: "La risonanza magnetica lo ha escluso: si è trattato soltanto di un Tia, un'ischemia transitoria". Ma non è tutto. Secondo Cruciani, Lacerenza potrebbe essere dimesso già domani pomeriggio, dopo un accertamento al cuore. Le condizioni di Lacerenza non sembrano destare particolari preoccupazioni, dunque. Già nelle scorse ore era stato reso noto che il sessantenne era "vigile e cosciente".

Insieme alla figlia di Wanna Marchi e un presunto factotum, Lacerenza è finito al centro dell'inchiesta della Guardia di Finanza e della pm Francesca Crupi su un presunto giro di droga e prostituzione alla Gintoneria di via Napo Torriani. Negli scorsi giorni, attraverso l'avvocato Liborio Cataliotti, ha depositato appello contro il sequestro del locale, convalidato con ordinanza dal gip, per un valore di oltre 900 mila euro.

Ricordiamo che al momento le autorità hanno rintracciato appena 80 mila euro: 33 mila trovati su un conto in Lituania, 40 mila su conti italiani e 10 mila euro in contanti. Il sospetto degli inquirenti è che parte dei guadagni illeciti incassati col presunto giro di droga e di prostituzione siano finiti all'estero, ad esempio in investimenti in Albania.

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