Pirateria, la caccia ai resti di Francis Drake è alla stretta finale

Individuate al largo delle coste caraibiche di Panama le due zone dove la bara di piombo con la salma del corsaro più famoso del mondo. Il recupero del cadavere da parte di una spedizione americana minaccia di riaccendere il dibattito sulla legge che tutela i relitti britannici all'estero

Il corpo di Sir Francis Drake, racchiuso in una bara e completo di armatura, potrebbe presto essere trovato. È quanto sostiene il titolare di un museo sui pirati che da tempo sta cercando i resti del celebre uomo di mare. Drake, il corsaro della corona inglese che sconfisse l'Invincibile Armada spagnola quando tentò di invadere il regno di Elisabetta I nel 1588, morì di dissenteria nel 1596 mentre si trovava in mare.

Sir Drake, marinaio precocissimo e altrettanto precoce nemico dei cattolici, protagonista di innumerevoli imprese marinare e belliche in tutto il mondo avendo quasi sempre come avversari i sudditi dei papisti sovrani di Castiglia e Aragona nonché primo inglese a circumnavigare il globo, è ancora un mito. Tanto che una leggenda vuole che se mai l'Inghilterra fosse in pericolo lo si potrebbe riportare in vita, per difendere la patria.

Pat Croce, proprietario del St. Augustine Pirate & Treasure Museum in Florida, afferma di aver trovato il legno bruciato delle due navi, la Elizabeth e la Delight, sulle quali avrebbe viaggiato la bara di Drake quando furono attaccate e affondarono al largo di Panama.

«È un sogno diventato realtà, trovare le navi del pirata più di successo della storia, che da solo ha distrutto le ambizioni imperiali della Spagna», ha detto Croce, che con un blog da Panama sta aggiornando il mondo sui progressi della sua ricerca. Alla spedizione, che si sta concentrando sull'area di Portobelo Bay, prende parte il ricercatore londinese Trevor McEniry che sta guidando le ricerche nelle zone dove le due navi sarebbero potute affondare.

Il recupero delle navi e del loro contenuto promette tuttavia di riaccendere il dibattito sulla protezione dei

relitti britannici all'estero. Una legge del 1986 protegge infatti i relitti britannici dallo sfruttamento commerciale, ma copre soltanto le navi affondate dal 1914 in poi e rende perseguibili soltanto i cittadini britannici.

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