Il pm chiede di processare gli scrutatori dei voti spariti

Amministrative di maggio: è giunta l’ora della resa dei conti per i sei componenti del seggio 378, ubicato in un’aula del liceo D’Oria. Il sostituto procuratore Francesco Pinto ha trasmesso al gip la richiesta di rinvio a giudizio, con l’accusa d’avere adottato per lo spoglio delle schede relative all’elezione del Consiglio municipale 8 (Medio Levante) modalità non conformi alla legge, così alterando il risultato elettorale. In pratica, avrebbero violato l’articolo 96 del decreto presidenziale 570 del 1960, che prevede da 3 a 7 anni di reclusione. Gli inquisiti sono: Andrea Carlini, 36 anni, vigile urbano, presidente del seggio, Vincenzo Belluscio, 44 anni, segretario; Alessandro Tuzzoli, 37 anni, vice presidente; Roberta Cuccinotto, 25 anni, Marco Bombace, 46 anni, Eugenio Sideri, 27 anni, scrutatori. Interrogati in istruttoria, tutti quanti hanno dichiarato che le operazioni di scrutinio si erano svolte regolarmente.

L’inchiesta era stata avviata in seguito all’esposto dell’avvocato Francesco Massa, candidato di An, che non aveva riportato neppure una preferenza nella sezione 378 dove aveva votato con i familiari e alcuni amici (quindi, voti blindati). In seguito al riconteggio delle schede, che ha portato alla scoperta di errori e irregolarita riguardanti quasi tutte le liste, a Massa sono state attribuite 10 preferenze, consentendone l’elezione a consigliere.

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