"Musk lascerà presto il governo". La rivelazione di Trump su Mr. Tesla

Entrambi hanno recentemente accennato pubblicamente a una transizione: ma la portavoce della Casa Bianca smentisce. "Lascerà una volta completato il suo lavoro"

"Musk lascerà presto il governo". La rivelazione di Trump su Mr. Tesla
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Donald Trump e Elon Musk, potrebbero presto giungere a una separazione consensuale. O meglio, il patron di Tesla si allontanerebbe dal ruolo di braccio destro per tornare a fare il supporter. A rivelare l'indiscrezione è Politico, che riporta la preziosa testimonianza di tre fonti interne alla Casa Bianca che sostengono che entrambi entrambi avrebbero deciso negli ultimi giorni che presto sarà il momento per Musk di tornare alle sue attività e assumere un ruolo esterno.

Segnali di crisi?

I segnali esterni c'erano tutti. Entrambi hanno recentemente accennato pubblicamente a una transizione. Quando Bret Baier di Fox News ha chiesto a Musk giovedì scorso se sarebbe stato pronto ad andarsene quando il suo status di dipendente governativo speciale sarebbe scaduto, ha detto: "Penso che avremo portato a termine la maggior parte del lavoro necessario per ridurre il deficit di 1 trilione di dollari entro quel lasso di tempo".

Lunedì sera, poi, Trump ha detto ai giornalisti che "a un certo punto Elon vorrà tornare nella sua azienda", aggiungendo: "Lo vuole. Lo terrei finché potrò tenerlo". "Come ha detto il Presidente, questa Casa Bianca vorrebbe tenere Elon in giro il più a lungo possibile", ha detto martedì il portavoce della Casa Bianca Harrison Fields mentre arrivavano i risultati delle elezioni del Wisconsin. Intanto, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, definisce "spazzatura" la notizia pubblicata da Politico, affermando che Musk e Trump hanno già dichiarato pubblicamente che Elon lascerà il servizio pubblico "una volta completato il suo lavoro al DOGE".

Il tonfo in Wisconsin

Al momento, Musk lavora per Trump con lo status di "dipendente speciale del governo", che lo esenta da alcune norme etiche e sul conflitto d'interesse per 130 giorni, un periodo di tempo che scadrà tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Le voci si sollevano in un momento molto delicato, con Tesla presa di mira e alcuni piccoli tonsi significativi. Come la campagna elettorale di un giudice conservatore come Brad Schimel, sostenuto a gran voce da Musk, che ha perso la sua candidatura per un seggio alla Corte Suprema del Wisconsin con uno scarto di 10 punti.

Un risultato che restituisce un duplice fallimento: quello dei dollari ma soprattutto la moral suasion di Musk. Un aspetto che ora mette rischio i progetti della presidenza Trump, che rischia di annegare assieme alle Tesla. Difficile dire quando questo passaggio avverrà: più di qualcuno nell'entourage di entrambi è pronto a scommettere che i 100 giorni di The Donald alla Casa Bianca segneranno il cambio della guardia.

Tesla vola in borsa

Qualcun'altro cerca la motivazione altrove. Sono in molti a bollare Musk come "una forza imprevedibile e ingestibile" che ha avuto problemi a comunicare i suoi piani con i segretari del gabinetto e attraverso la catena di comando della Casa Bianca guidata da Susie Wiles, mandandoli spesso in delirio con commenti inaspettati e fuori tema su X, tra cui la condivisione di piani non verificati e non coordinati per smantellare le agenzie federali. Oltre a un linguaggio spesso discutibile. Solo un mese fa, dalla Casa Bianca si diceva che Musk sarebbe rimasto a lungo. E in qualche forma potrebbe comunque "restare", magari con un ruolo informale.

Il paradosso? Il titolo di Tesla ha guadagnato il 6% la scorsa settimana, interrompendo una serie record di nove settimane consecutive in calo. All'inizio della seduta odierna, il titolo cedeva circa il 33,5% dall'inizio dell'anno, un rendimento che lo rende uno dei peggiori del 2025 sullo S&P 500.

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