Dazi, immigrazione e terrorismo: l'intervento a sorpresa di Musk al congresso della Lega

Il Ceo di X è stato intervistato da Matteo Salvini sui principali temi di attualità politica internazionali: "Le restrizioni sulle libertà di espressione sono di impostazione fascista"

Dazi, immigrazione e terrorismo: l'intervento a sorpresa di Musk al congresso della Lega
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Questo pomeriggio, Elon Musk è intervenuto al congresso federale della Lega, in corso a Firenze, con un videomessaggio a sorpresa. Ad annunciarlo è stato Matteo Salvini. Musk si trova attualmente negli Stati Uniti, dove è stato nominato responsabile del Dipartimento per l'efficienza Usa: "È difficile tagliare la burocrazia e le spese dello Stato perché c'è un'opposizione molto forte, anche quando si tagliano cose che non hanno senso di essere. Qualunque cosa facciamo viene postata sul web e sull'account di X per essere più trasparenti, però comunque veniamo accusati di qualsiasi cosa. Nonostante facciamo dei tagli ci attaccano". Quindi, ha ribadito uno dei concetti a lui più cari, che l'ha portato ad acquisire X alcuni anni fa: "Generalmente si capisce chi sta dalla parte giusta e dalla parte sbagliata, considerando chi vuole limitare la libertà di espressione. Le restrizioni sulle libertà di espressione sono di impostazione fascista e quindi chi incoraggia la censura in qualche modo sta dicendo che è contro la libertà di espressione".

Immigrazione e terrorismo

Il segretario della Lega ha condotto una specie di intervista al numero uno di Tesla, che ha affrontato temi di forte attualità politica internazionale, come l'immigrazione. Infatti, questo è un tema condiviso sia dagli Usa che dall'Europa, entrambi hanno problemi con l'immigrazione di massa anche se di diversa natura. "L’immigrazione di massa è una cosa folle e porterà alla distruzione di qualsiasi Paese la consenta, è una situazione molto difficile. Ci sono 8 miliardi di persone al mondo. Se in un Paese di 50 milioni di abitanti e una piccola percentuale del resto del mondo arriva in quel Paese, lo trasforma in un Paese diverso", ha spiegato Musk, facendo evidentemente riferimento al nostro Paese, dove vivono poco meno di 60milioni di persone. "Un Paese non è un geografia ma le persone che lo abitano: questo è un concetto fondamentale, che dovrebbe essere ovvio", ha proseguito. L'immigrazione è legata anche al terrorismo, come è emerso da anni, ormai, in Europa. Secondo Musk, "i media cercano di ridurre il numero di attacchi terroristici ma l'uccisione di persone è sempre più frequente e alla fine in Europa vedremo attacchi di massa, massacri di massa. Se guardiamo il trend è questo. Questo porterà ad un vero e proprio massacro in Europa. I vostri amici, le vostre famiglie, saranno tutti a rischio, i numeri parlano chiaro".

Dazi e guerra

Alla domanda di Salvini sui dazi, Musk non ha commentato l'attuale politica di Trump sull'imposizione di una tassazione così forse nei confronti di 51 Paesi, oltre che sull'Unione europea. Tuttavia, ha spostato lo sguardo avanti e ha espresso la speranza che "ci sposteremo in una posizione di zero dazi in futuro, con una zona di libero scambio fra l'Europa e il Nord America, questa è la mia speranza per il futuro". Un quadro attualmente utopico e solo immaginabile, che si scontra con la realtà di una tassazione imposta all 20% dagli Usa all'Unione europea, che nel frattempo cerca di contenere i danni. Su queste parole, Salvini dal palco della Lega ha commentato: "Un viaggio insieme a uno dei più grandi innovatori dello spazio commerciale a dazio zero, della tutela della libertà di pensiero e di parola spero sia un bel messaggio di incoraggiamento per la Lega e per il suo futuro". Disincantato il commento di Giancarlo Giorgetti: "Ora ritorniamo sulla Terra". Nel corso dell'intervista c'è stato spazio anche per parlare di Ucraina e Musk ha dichiarato di non avere "rispetto per chi incoraggia la guerra, questa è una cosa veramente malvagia. Stiamo vedendo morire tante persone senza avere un piano. Tutto questo è crudele, è inumano, è senza senso".

Il presidente Trump, ha aggiunto, "ha ragione: è arrivato il momento che il massacro venga fermato. Dovremmo preoccuparci delle persone che muoiono nelle trincee in Ucraina e in Russia: sono obbligati a uccidersi a vicenda senza sapere perché e per quanto ancora. È ora di dire basta".

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