
Dopo la Columbia, Donald Trump mette nel mirino altre due università di spicco della Ivy League: Harvard e Princeton. Il presidente americano ha infatti minacciato maxi-tagli per le proteste pro-Gaza nei campus: secondo l'amministrazione, i vertici non avrebbero fatto abbastanza per proteggere gli studenti ebrei. Riflettori accesi anche sulla promozione di "ideologie divisive" sulla libera ricerca.
Entrando nel dettaglio della strategia di Trump, la revisione ordinata dal tycoon per Harvard riguarda circa 9 miliardi di dollari in sovvenzioni e contratti federali. Una task force sarà chiamata ad esaminare gli oltre 255,6 milioni di dollari che Harvard riceve in contratti col governo, ma - come confermato dal Dipartimento dell'Istruzione, dal Dipartimento della Salute e dalla General Services Administration - anche oltre 8,7 miliardi di dollari in impegni di aiuti pluriennali all'ateneo e a istituzioni affiliate. Per quanto concerne Princeton, il presidente Chris Eisgruber ha spiegato che la sua università si è vista ridurre le sovvenzioni a "svariate decine di programmi di ricerca". I tagli non sono stati quantificati, ma è noto che sono stati ordinati da un gruppo di agenzie tra cui la Nasa e il Pentagono.
Come evidenziato in precedenza, il 7 marzo Trump ha ritirato 400 milioni di dollari in fondi di ricerca alla Columbia. Per non perdere i fondi, l'università ha offerto concessioni sulla gestione delle manifestazioni e sui curriculum degli istituti per gli studi mediorientali. E, ancora, la Casa Bianca ha messo nel mirino anche l'University of Pennsylvania: stop a 175 milioni di sovvenzioni per aver consentito a una atleta trans di gareggiare con la squadra di nuoto femminile.
La stretta del presidente americano ha scatenato la reazione dei luminari del mondo accademico.
Oltre 1900 membri della National Academy of Sciences hanno accusato Trump di un "assalto all'ingrosso alla scienza" che minaccia di far regredire di decenni la ricerca. Fra i firmatari, pure diversi Premi Nobel come Harvey J. Alter, scopritore del virus dell’Epatite C. L’astrofisico Reinhard Genzel, il neuroscenziato Edvard I. Moser.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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