
Con uno speciale messaggio della Corte di San Giacomo consegnato alla Casa Bianca dal premier britannico Keir Starmer si è aperta a Washington la seconda visita in una settimana di un leader europeo dopo quella compiuta dal presidente francese Emmanuel Macron lunedì scorso. La missiva recapitata contiene l’invito per una visita di stato nel Regno Unito da parte di Re Carlo a Donald Trump, il quale, accettandola, ha affermato che sarà “a breve” a Londra.
Dietro la “charme offensive” di Londra, malcelata dalla lettera del sovrano britannico, si nasconde però una missione al limite dell'impossibile volta a far comprendere al presidente americano la necessità di mantenere l'unità della coalizione occidentale nei negoziati con la Russia sulla guerra in Ucraina. Centrale per Trump rimane l’accordo sulle terre rare che, conferma incontrando Starmer davanti ai giornalisti prima del bilaterale, avverrà domani e rappresenterà una “garanzia di sicurezza” per Kiev. Sulle critiche a Zelensky contenute in un recente post sul social Truth - “un dittatore non eletto e un comico mediocre" - The Donald dopo aver glissato - “io ho detto questo?", chiede - ha dichiarato di “voler lavorare” con lui.
Il leader statunitense ha affermato che prima di parlare di “forze che mantengono la pace” è necessario avere un'intesa per il cessate il fuoco sottolineando che si lavora affinché l’Ucraina possa riavere più terra possibile. Ad ogni modo, precisa Trump, l’adesione di Kiev alla Nato non avverrà. Al reporter che gli ha chiesto di Vladimir Putin il tycoon ha risposto citando un'espressione adoperata da Ronald Reagan, "fidarsi ma verificare", dichiarando comunque di ritenere che il capo del Cremlino "manterrà la sua parola e onorerà l'accordo". Starmer, che nei giorni scorsi ha annunciato un aumento delle spese per la difesa britannica al 2,5% del pil entro il 2027, ha ringraziato il presidente Usa per aver cambiato "la conversazione" sull'Ucraina e ha espresso il suo ottimismo per il raggiungimento di "un accordo storico".
Altro dossier dolente nei rapporti tra il Vecchio Continente e la Casa Bianca è quello dei dazi. "L'Unione Europea", ha detto Trump, "è dura con gli Stati Uniti in ambito commerciale, non ci piace come tratta le aziende americane" e ha annunciato che dal 2 aprile "ci saranno dazi reciproci". Una presa di posizione che apre ufficialmente un secondo fronte di scontro tra Washington e Bruxelles.
Nel corso della conferenza stampa seguita al bilaterale, svoltosi a porte chiuse, il tycoon è tornato sul conflitto nell'Europa orientale per avvertire che la tregua in Ucraina "avverrà presto o non ci sarà affatto" e l'accordo di pace servirà ad impedire "un'altra guerra sul territorio europeo". Quanto all'intesa sui minerali strategici il presidente americano si dice certo che "stimolerà la prosperità di Kiev". Starmer, seguendo un copione già visto in occasione della visita di Macron, ha adulato The Donald affermando che "il Regno Unito ha un vero amico nello Studio Ovale" e in cambio ha ottenuto rassicurazioni su un futuro accordo commerciale tra i due Paesi che dovrebbe essere "molto buono".
Una nota di colore sul vertice arriva dall’emittente Sky News, la quale ha riportato che la bandiera del Regno Unito che svetta sulla Blair House (la residenza per gli ospiti stranieri adiacente alla Casa Bianca in cui ha alloggiato Starmer prima del suo incontro con Trump), è stata appesa sottosopra.
Intanto, dopo quello di Riad, si è svolto oggi a Istanbul un secondo meeting tra le delegazioni di Russia e Usa. Obiettivo: la normalizzazione delle operazioni delle rispettive ambasciate a seguito di anni segnati dal gelo e dall'espulsione dei diplomatici di entrambi le super potenze.
L'incontro è durato più di sei ore e secondo Valentina Matvienko, presidente della camera alta del Parlamento russo, tali colloqui dovrebbero aiutare a ripristinare il "lavoro a pieno titolo delle nostre missioni diplomatiche". Un dialogo che sembra mostrare una volta di più il progressivo riavvicinamento tra Mosca e Washington e che non può non essere inquadrato nel contesto dei negoziati sull'Ucraina.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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