Gli ex Msi e il saluto romano: "Reato? Noi lo facciamo"

Dalla Mussolini a Storace i politici di destra rivendicano il gesto simbolo del fascismo

Foto di Mussolini che fa il saluto romano
Foto di Mussolini che fa il saluto romano

Chi lo fa e come. «Non lo facevo da un po', ma se è reato mi toccherà farlo»: Alessandra Mussolini. «L'ho fatto una marea di volte»: Francesco Storace. «Non l'ho mai fatto»: Renata Polverini. «Da ragazzo l'ho fatto, certamente»: Gianfranco Fini. La pratica è quella del saluto romano e Le Iene hanno chiesto ai politici di destra, molti ex missini, se l'hanno fatto e se lo fanno ancora.

Alcuni giorni fa una sentenza della Cassazione ha stabilito che il saluto fascista è ancora reato e ha condannato due militanti di CasaPound per aver alzato il braccio a una commemorazione delle vittime delle Foibe. La legge è del 1952, ma secondo i giudici «nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall'entrata in vigore della Costituzione» cancelli il divieto. La pena è di due mesi e venti giorni di carcere ciascuno e una multa complessiva di mille euro. La trasmissione di Italia 1, in onda ieri sera, si è chiesta: questi due ragazzi sono gli unici a salutare con il braccio teso? Certo che no. Ci sono personaggi pubblici che rivendicano il saluto romano, pur sapendo che si tratta di un reato. Mentre altri, seppur di destra, sono più tiepidi.

Fa parte della prima categoria, inevitabilmente, Alessandra Mussolini. «Il saluto fascista è reato», la provoca la Iena Dino Giarrusso. «Non me lo dite - risponde l'eurodeputata di Forza Italia -, mi toccherà farlo allora. Io non lo facevo da un po'». E sulla sentenza della Cassazione: «Il saluto romano si può fare e se è reato lo faccio. È una questione di cuore». Stessa musica per l'irriducibile Francesco Storace, che si è anche attivato per pagare la multa ai ragazzi condannati. «La sentenza mi dà fastidio - dichiara il leader della Destra -. Io l'ho fatto una marea di volte e non mi hanno mai dato una multa».

Gianfranco Fini, che tra fascismo e anti fascismo qualche ripensamento l'ha avuto, sul gesto simbolo dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Il saluto del Ventennio? Da ragazzo l'ho fatto, ci sono anche le foto». Poi l'appello ai ragazzi di destra: «Prendete atto che è ancora considerato un reato e quindi astenetevi dal farlo». Anche Gianni Alemanno ammette di aver salutato romanamente da giovane e commenta la decisione della Suprema corte: «Forse è qualcosa di un po' superato, bisognerebbe incominciare a guardare verso il futuro». La Iena ricorda pure le polemiche sul figlio dell'ex sindaco di Roma, fotografato con il braccio teso. «Stava in vacanza. Pensiamo a cose più concrete, più serie», chiede Alemanno. La più indispettita è Renata Polverini. «Il saluto fascista non l'ho mai fatto - reagisce la deputata azzurra -, se andate a vedere la sequenza da cui è stata estrapolata la foto...

», anticipando la domanda su una sua immagine che le costò molte critiche. Infine c'è Paolo Di Canio. Da capitano della Lazio aveva l'abitudine di salutare romanamente la curva. «Credo che le persone debbano essere libere di esprimere il proprio volere», ribadisce l'ex calciatore.

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