Appendino fa l'anti Raggi: vuole i Giochi invernali per Torino

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino (M5S), prova a riportare i Giochi olimpici invernali a Torino, nel 2026. Consensi bipartisan ma tra i grillini torinesi c'è chi storce la bocca

Appendino fa l'anti Raggi: vuole i Giochi invernali per Torino

Nel febbraio 2006 Torino ospitò i Giochi olimpici invernali. Ora c'è chi vorrebbe bissare, con una nuova edizione da organizzare, sempre all'ombra della Mole, nel 2026. A distanza, quindi, di soli venti anni. Ma la cosa più curiosa è che a volerlo è il sindaco di Torino, Chiara Appendino, del Movimento 5 Stelle. Quella stessa forza politica che a Roma ha ingaggiato una vera e propria crociata contro le Olimpiadi, considerate come il fumo negli occhi, per evitare possibili corruzioni e sprechi. Il paradosso è che mentre Virginia Raggi ha scansato come la peste i Giochi olimpici, ritirando la candidatura di Roma per l'edizione 2024, ora la Appendino le vuole. Evidentemente ha capito che l'importante è fare le cose per bene, magari rafforzando i controlli e gestendo bene ogni euro speso. Ma che, comunque, organizzare un grande evento è un importante volano di sviluppo. Quindi perché farne a meno?

L'assessore allo Sport di Torino, Roberto Finardi (che è anche consulente del Coni), ha però voluto evitare ogni polemica, marcando le distanze: "A Roma si parlava di organizzare i Giochi estivi, un evento dispendioso. Quelli invernali non sono la stessa cosa, e a Torino potremmo riutilizzare gli impianti del 2006" . Al momento le candidature non sono ancora aperte e nessuna città si è fatta avanti. Qualcuno ipotizza un asse Torino-Milano, ma c'è un problema. Il capoluogo lombardo nel 2019 ospiterà la seduta del Cio e in quell'occasione sarà scelta la sede dei Giochi invernali 2026. Il Paese che ospita il summit solitamente si impegna a non sostenere alcuna candidatura, per evitare rischi di condizionamento.

Marco Chessa, consigliere comunale grillino, sulla propria bacheca Facebook aveva scritto: "Olimpiadi a Torino? Perché no!".

Questa apertura aveva riscosso consensi bipartisan, anche se, nella maggioranza pentastellata, qualcuno aveva storto la bocca, prendendo subito le distanze. A Torino evidentemente c'è anche un'anima grillina che si sente più vicina alla Raggi che all'Appendino.

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