Berlusconi: "Governo sordo a nostre proposte"

Silvio Berlusconi ha confermato il suo appoggio al Mes mentre si è detto assolutamente contrario alla patrimoniale e all’introduzione di nuove tasse

Berlusconi: "Governo sordo a nostre proposte"

Silvio Berlusconi di nuovo all’attacco del governo. Nel suo discorso in videoconferenza alla riunione con i responsabili dei 29 dipartimenti di Forza Italia guidati dal responsabile nazionale Giorgio Mulè, il leader azzurro ha dichiarato che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte in questo momento importante sinora "non ci ha ascoltato. Nonostante questo noi abbiamo mantenuto e continueremo a mantenere un atteggiamento costruttivo e responsabile di fronte all'emergenza".

Berlusconi ha affermato che "il giudizio sulla gestione italiana della pandemia è dolorosamente negativo. Il governo ha assunto decisioni tardive, confuse, insufficienti. Forse la situazione sanitaria comincia a migliorare, ma si profila una situazione dell'economia assolutamente grave".

Il leader azzurro, inoltre, ha criticato il governo anche per la poca chiarezza in merito alle misure sulla cosiddetta "fase 2" che dovrebbe scattare, a meno di imprevisti, il 4 maggio. "Abbiamo proposto- ha aggiunto l’ex premier- anche una grande semplificazione burocratica necessaria per le ripartenze, ed una semplificazione fiscale con l'approdo alla flat tax sfruttando la flessibilità di bilancio concessa dall'Europa. È anche necessario definire delle strategie per investimenti in infrastrutture, manutenzione delle città e delle periferie, investimenti privati".

Secondo Berlusconi tra le misure più urgenti vi è la reintroduzione dei voucher in settori in difficoltà, a partire dall'agricoltura, e la definizione di un Piano Marshall sulla filiera del turismo. A tal proposito, il leader azzurro ha proposto incentivi e detrazioni delle spese turistiche per gli italiani che trascorreranno le vacanze 2020 in Italia. In più, l’ex premier ha ricordato che Forza Italia ha proposto "l'abolizione del regime delle autorizzazioni preventive per l'edilizia da sostituire con controlli ex-post".

Ma questi sono solo alcuni dei provvedimenti necessari da mettere subito in atto per fronteggiare le conseguenze economiche negative che l’emergenza sanitaria provocherà. Il leader azzurro ha spiegato che parallelamente al blocco delle attività "era necessario mettere in atto dal principio alcune azioni fondamentali per garantire il reddito ai lavoratori che perdevano il posto o stavano a casa e garantire il reddito ai lavoratori autonomi".

Inoltre, Berlusconi ha sottolineato che "sulla garanzia alle banche per la concessione di prestiti alle imprese, con importi comunque insufficienti e scadenze di restituzione troppo ravvicinate, siamo in una vera giungla burocratica con tempi che rischiano di essere assolutamente inadeguati alle necessità delle imprese. Anche la moratoria fiscale che chiediamo deve essere chiara, netta e deve coprire almeno tutto il 2020".

Berlusconi successivamente è intervenuto nel corso della registrazione di "Porta a Porta" che andrà in onda questa sera su Rai1 dove si è soffermato anche sulle future decisioni che si prenderanno in ambito europeo. L’ex presidente del Consiglio ha ribadito di essere favorevole al Mes, il meccanismo europeo di stabilità. "L'Italia dovrebbe accettare" i fondi previsti dal Mes"e non vedo una sola ragione per rifiutare un prestito da 36 miliardi senza condizioni e ad un tasso pari a zero", ha dichiarato Berlusconi che ha aggiunto di non capire "come si possa dire di no, questo è il momento delle azioni concrete, non delle bandiere. Un governo responsabile deve agire di conseguenza".

Quello del Mes è un tema delicato e il leader azzurro è consapevole che gli altri due grandi partiti di centro-destra, Lega e Fdi, sono fortemente contrari all’utilizzo di questo strumento. "Rispetto le posizioni dei nostri alleati- ha affermato- nessuno si può illudere di spaccare il centrodestra ma su questo specifico argomento abbiamo opinioni diverse". "Del resto - ha osservato ancora - è naturale: noi siamo alleati, non siamo lo stesso partito. Noi di Forza Italia rappresentiamo la componente liberale, cristiana ed europeista indispensabile per un centrodestra che si candida a governare. Capirei le riserve sul Mes se questo fosse legato alle vecchie regole e se preludesse all'arrivo della Troika o a una cessione di sovranità, ma questa volta non è così".

Oltre al Mes, in ballo c’è anche il Sure, il fondo per la disoccupazione che va a finanziare la cassa integrazione dei paesi che ne avessero bisogno. Uno strumento che Berlusconi rivendica come una sua idea originale in quanto questa proposta l’ha fatta entrare attraverso i colleghi del Ppe. "L'Europa in questo momento sta facendo pienamente il proprio dovere - ha aggiunto il Cavaliere vediamo se sarà approvato questo piano di ristrutturazione su cui si discuterà domani".

Idee chiare l’ex premier le ha anche sulla patrimoniale che non deve essere attuata così come nuove tassazioni in quanto oggi "siamo in un'economia di guerra e come tale ci dobbiamo comportare”. "Chiediamo- ha aggiunto- che le garanzie dello Stato siano portate al 100% del prestito, di eliminare il passaggio in Sace garantendo in automatico alle banche un plafond di garanzie e soprattutto di allungare fino a 20 anni i tempi di restituzione. Sarà inoltre indispensabile il blocco delle scadenze fiscali fino a fine anno".

Infine Berlusconi rivolge un pensiero a Mario Draghi: "Io conosco le idee di Draghi e condivido in pieno il suo articolo di qualche settimana da sul Financial Times.

Non ho ad oggi alcuna notizia di disponibilità di Mario Draghi per un impegno politico diretto, né vedo le condizioni. Non è un'ipotesi attuale, se e quando si potrà ne ragioneremo coi nostri alleati di centrodestra".

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