Le colpe dei governatori non scagionano l'esecutivo

Le colpe dei governatori non scagionano l'esecutivo

di Andrea Cangini*

B asta leggere le cronache dal fronte di guerra, guerra persa, a quanto pare, della sanità campana per capire che alcune regioni hanno colpe così evidenti da non poter essere messe in ombra dagli atteggiamenti guasconi prossimi al caudillismo di certi «governatori» come il pirotecnico Vincenzo De Luca. Ma le colpe dei governatori non scagionano il governo, né attenuano le responsabilità del presidente del Consiglio. È infatti vero che in condizioni normali la sanità è di competenza regionale, ma in situazioni eccezionali come quella che stiamo vivendo la Costituzione parla chiaro: l'articolo 117 attribuisce allo Stato la competenza esclusiva sulla «profilassi internazionale», ovvero sul contenimento di malattie che valicano i confini nazionali; l'articolo 120 attribuisce al governo il potere di «sostituirsi» agli organi delle regioni in presenza di un «pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica». In piena pandemia, dunque, Giuseppe Conte non solo avrebbe potuto, ma avrebbe dovuto avocare a sé la gestione diretta di quelle sanità regionali evidentemente incapaci di tutelare la salute dei cittadini garantita dall'articolo 32 della Costituzione. Non basta? Beh, il decreto cosiddetto Rilancio approvato dal governo lo scorso 19 maggio dava alle regioni 30 giorni di tempo per riorganizzare le proprie strutture sanitarie, ovvero per aumentare i posti letto nei reparti e nelle terapie intensive, per separare i pronto soccorso ordinari da quelli Covid, per potenziare il personale medico e infermieristico... Ma lo stesso decreto prevede che, in caso di inadempienza, nell'arco di ulteriori 30 giorni il ministero della Salute possa sostituirsi alle autorità regionali. Inutile dire che questa possibilità non è stata colta.

Il conflitto tra Conte e i governatori, dunque, non autorizza a pensare che le responsabilità siano egualmente distribuite. Lo dice la Costituzione, lo dicono i decreti del governo, lo dice il buonsenso. Lo dice anche il costituzionalista Francesco Clementi: «Una pandemia, a maggior ragione se globale, per sua natura non può che portare a comportamenti e scelte che verticalizzano la decisione del governo nazionale».

Condizione necessaria affinché questo accada, però, è che in carica vi sia un governo capace di decidere. Cioè di assumersi delle responsabilità piuttosto che farsi scudo dell'irresponsabilità altrui.

*senatore di Forza Italia

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