Renzi contro Fassina: "Lascia? Affari suoi". La minoranza non ci sta

Da Cuperlo e Speranza critiche al premier, che sminuisce le dichiarazioni di Fassina, indeciso su cosa fare dopo l'abbandono di Civati. Spostata l'assemblea dei deputati

Matteo Renzi e Roberto Speranza
Matteo Renzi e Roberto Speranza

Giuseppe Civati non era l'unico a cui il Partito Democratico andasse stretto. Dopo il suo abbandono, si continua a discutere all'interno del gruppo e malumori arrivano da Stefano Fassina, che a Left ha parlato di un passo che "lascia dei segni profondissimi". "Credo che siamo giunti a un punto che vedo difficilmente reversibile", ha detto l'esponente della minoranza democratica.

Una posizione in bilico quella di Stefano Fassina, che il presidente del Consiglio ha accolto con apparente calma serafica, sperando che non abbandoni, ma aggiungendo che "se non rimane però è un problema suo, non nostro". "Dobbiamo portar avanti il Paese", ha messo in chiaro. A Fassina, Renzi rimprovera anche il giudizio critico nei confronti dei risultati delle elezioni amministrative. "Forse Fassina non ricorda quando si perdeva davvero con il 25%...".

Non tutti però sono d'accordo con la valutazione di Renzi. In primis Gianni Cuperlo, secondo cui, "se Cofferati e Civati hanno lasciato il Pd e una personalità come Fassina riflette a voce alta se rimanere o meno, la risposta non può essere 'è un problema suo'". Il problema "è nostro", ribatte, attaccando poi il premier e "suggerendo cautela" a chi definisce "sinistra perdente o masochista chi non la pensa in un certo modo". E come lui fa Roberto Speranza.

Non si è fatto mancare l'occasione per infilarsi nella polemica Pippo Civati, che a Renzi dice che i parlamentari non sono "come fustini, due entrano e due escono" e che scaricare su di loro, sulla "sinistra masochista", le colpe per una possibile sconfitta che potrebbe arrivare dalla Liguria è troppo facile. "Forse non ha trovato l'assetto giusto e una candidata che vince".

L'ex uomo del Pd dice al presidente del Consiglio anche che "se siamo così importanti ci doveva pensare prima" e che le cose stanno così forse i numeri di chi non è più con lui non sono più così "residuali".

Intanto è stata annullata la

assemblea dei deputati del Pd, che era prevista per domani. All'ordine del giorno c'era soltanto l'elezione del nuovo capogruppo dopo le dimissioni di Speranza. Ma "sarà convocata in data successiva alle elezioni regionali".

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