Il disegno di Casaleggio: l'uomo solo al comando

La riforma costituzionale insieme alla legge elettorale già approvata sono strettamente legate e hanno un unico obiettivo: realizzare ciò che Napolitano si è prefissato dal 2011 con il colpo di Stato che ha portato Berlusconi alle dimissioni forzate

Il disegno di Casaleggio: l'uomo solo al comando

La riforma costituzionale insieme alla legge elettorale già approvata sono strettamente legate e hanno un unico obiettivo: realizzare ciò che Napolitano si è prefissato dal 2011 con il colpo di Stato che ha portato Berlusconi alle dimissioni forzate, vale a dire la distruzione dell'ordine costituzionale democratico e l'instaurazione di un regime postdemocratico, in cui tutto il potere sarà affidato ad un primo ministro dotato, all'interno, di poteri pressoché assoluti e, all'esterno, completamente sottoposto ai diktat dell'Unione europea e della finanza globale. Ue e finanza hanno bisogno di eliminare quelle Costituzioni come la nostra in particolare, caratterizzate da una forte apertura sociale e sostituirle con altre, prone ad un neoliberismo che per la verità ha già dimostrato tutta la sua impotenza.

La combinazione tra legge elettorale e revisione della costituzione è micidialmente perfetta. Grazie ad una legge elettorale ad hoc come l'Italicum, con pochi voti si potrà ottenere una maggioranza fittizia, facilmente manovrabile da un capo dell'esecutivo che, con la modifica della Costituzione, sarà dotato di poteri pressoché illimitati. Dopo aver cercato di boicottare l'imminente referendum sulle trivelle e dopo le Amministrative, Renzi cercherà di persuadere gli italiani che questa è la riforma attesa da tempo e che si tratta di un'occasione storica imperdibile per il popolo chiamato a confermarla con il referendum.

Renzi giocherà una carta formidabile, quella della paura, la paura che bloccando il processo in atto il Paese si avviterebbe in una spirale da cui sarebbe impossibile uscire. Come se da questa riforma dipendesse la soluzione di tutti i nostri problemi. Renzi ha trasformato il referendum in un plebiscito sul suo governo. I governi passano le costituzioni restano e noi dovremmo invece confermare la riforma della costituzione per confermare il suo governo? Ma non lasciamoci illudere, anche nel caso perdesse non sarà facile scalzarlo dal posto che abusivamente occupa. E comunque la strada per le elezioni anticipate, quella strada che si sarebbe dovuto imboccare subito dopo la sentenza della Consulta, che aveva dichiarato incostituzionale la legge elettorale, sarebbe tutt'altro che spianata.

Con quale sistema elettorale infatti si andrebbe a votare, nel caso non dovesse essere approvata la revisione della Costituzione? Dal momento che l'Italicum riguarda comunque solo la Camera, per il Senato a cosa si farebbe riferimento? Inevitabile sarebbe il ricorso al Consultellum, vale a dire a ciò che risulta dalla sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, con il rischio alla fine di votare e ricadere nella stessa situazione attuale, o forse peggio con un Senato del tutto ingovernabile dal momento che votato con il sistema proporzionale. Una legge ipermaggioritaria per la Camera e una legge proporzionale pura per il Senato, una schizofrenia istituzionale, risultato dell'attuale pasticcio. Bisognerà, dunque, almeno fare una nuova legge elettorale per il Senato nel caso in cui il referendum invece di confermare quello nuovo conservasse quello vecchio. Ma che tipo di legge? Una simile all'Italicum che peraltro presenta gli stessi profili di incostituzionalità della legge elettorale precedente? Un rebus, dunque, con l'eventualità di un nuovo governo tecnico all'orizzonte, qualora la riforma non venisse confermata dal referendum. È anche su tutto questo difficile groviglio che Renzi punterà per far passare la riforma, sostenendo che ormai indietro non si può tornare.

E se vincesse ne approfitterà subito per incassare risultato: elezioni anticipate nel 2017 e numeri che con il combinato disposto tra legge elettorale e riforma del Senato rischiano di trasformarsi in un plebiscito in suo favore. Per questo bisogna bloccarlo sinché si è in tempo. E solo l'opposizione di centrodestra può far oggi propria la battaglia contro questa revisione della Costituzione e trovare proprio su questo punto un nuovo elemento di unione.

Il M5s, nonostante tutte le apparenze, è favorevole sia alla legge elettorale (ed è per questo che ha fatto l'inciucio con il Pd che ha consentito di portare Augusto Barbera, il massimo sostenitore dell'Italicum, alla Consulta) sia alla revisione costituzionale. «L'uomo solo al comando» va benissimo a Casaleggio, che mira a far fare il lavoro sporco a Renzi, sperando poi di prenderne il posto.

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