Economia Usa mai così male: -33%. Borse in rosso, Milano perde il 3,3%

I listini europei bruciano 172 miliardi di capitalizzazione Cede anche il Pil tedesco (-10,1%) per lo schianto dell'export

Economia Usa mai così male: -33%. Borse in rosso, Milano perde il 3,3%

Il lockdown ha creato veri e propri «buchi neri» nell'economia internazionale. È questa l'espressione utilizzata dagli economisti in seguito della pubblicazione, avvenuta ieri, del Pil di Germania e Stati Uniti nel secondo trimestre 2020, il periodo nel quale il Covid-19 finora ha avuto gli effetti più devastanti. In tre mesi sono stati spazzati via 7.500 miliardi circa di ricchezza dalle due superpotenze economiche. E le Borse europee hanno tremato bruciando in una sola seduta 172 miliardi di capitalizzazione (di cui 17,3 miliardi la sola Piazza Affari). Milano ha ceduto il 3,3%, Francoforte il 3,5%, Parigi il 2,1% e Londra il 2,3 per cento.

Più in dettaglio la Germania ha registrato un crollo del 10,1% del Pil (rispetto al -9% atteso dagli analisti), il peggior dato dall'inizio della serie statistica nel 1970 e pari a una flessione doppia rispetto a quello che finora era il record negativo (il -4,7% del primo trimestre 2009). A trascinare al ribasso il Pil tedesco, sono state, secondo l'istituto statistico locale, «sia le esportazioni sia le importazioni di beni e servizi precipitate in maniera massiccia» con una produzione manifatturiera scesa ad aprile del 17,9 per cento. Berlino comunque prevede che l'economia tornerà a crescere entro ottobre, con un rimbalzo del 5,2% nel 2021 e un ritorno ai livelli pre-pandemici nel 2021.

A concorrere ad affondare le Borse europee sono poi arrivati, nel primo pomeriggio, i dati provenienti da Oltreoceano dove, nel trimestre, è letteralmente scomparsa un terzo dell'economia americana con all'incirca 7mila miliardi di dollari di ricchezza andati in fumo (si tratta di una cifra pari a tre volte e mezzo il Pil annuale italiano). Il Pil Usa infatti ha registrato un crollo del 32,9% (leggermente meglio del -34,7% stimato), il peggior risultato di sempre, Grande Depressione inclusa (-28,6% del secondo trimestre del 1931). Al dato hanno concorso, oltre a un tasso di disoccupazione ormai pari al 14,7%, il collasso nella spesa ai consumi personali (-34,6%) e negli investimenti in nuove case (-38,7%), oltre alla profonda contrazione per quanto riguarda esportazioni, magazzini, investimenti e spesa pubblica. Per Mark Zandi, capo economista di Moody's Analytics, quello in cui è caduta l'economia Usa è un «cratere oscuro e profondo» da cui «servirà molto tempo per uscire».

I dati tedeschi e americani non lasciano gran spazio all'ottimismo per quanto riguarda l'Italia: secondo uno studio pubblicato ieri da Grant Thornton solo il 23% delle aziende è positivo su una ripresa entro i prossimi 12 mesi e una percentuale ancora inferiore (il 21%) prevede di assumente nuovo personale nel prossimo anno.

È questo lo scenario che la Banca centrale europea (Bce) ha definito ieri nel bollettino come «contrazione epocale della produzione dell'area dell'euro».

L'Eurotower, tuttavia, rispetto all'ultima riunione di politica monetaria di inizio giugno, sottolinea come siano già presenti segnali «di una ripresa dell'economia dell'area euro, sebbene il livello di attività rimanga ben al di sotto rispetto a quelli precedenti alla pandemia e le prospettive restino fortemente incerte».

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