Quattro scenari per Draghi: cosa farà dopo il voto

Ora che Mario Draghi lascerà Palazzo Chigi, per lui ci sarebbero quattro strade percorribili. Difficilmente andrà a pensionarsi a Città della Pieve

Quattro scenari per Draghi: cosa farà dopo il voto

Da domani, anche se formalmente ci vorrà ancora qualche settimana, l'Italia avrà un nuovo presidente del Consiglio, uomo o donna che sia. A quel punto, le dimissioni di Mario Draghi saranno realmente rese effettive e l'attuale premier potrà dirsi sollevato dall'incarico istituzionale assunto a febbraio del 2021. Gli scenari che si apriranno per lui nel prossimo futuro non sono stati ancora definiti, ma il premier ha diversi assi nella sua manica da potersi giocare. Come spiega la Stampa in edicola oggi, il presidente del Consiglio uscente ha un rapporto decisamente cordiale con Giorgia Meloni, che probabilmente gli succederà a Palazzo Chigi. "Questa relazione, nel futuro a breve, potrebbe evitare a Draghi quegli ostacoli politici che complicherebbe al banchiere l'obiettivo - qualora lo volesse - di ottenere un incarico di livello internazionale", ha spiegato una fonte di Fratelli d'Italia al quotidiano torinese.

In casa di Fratelli d'Italia, che se venissero rispettate le previsioni dei sondaggi dovrebbe risultare come primo partito eletto e, comunque, partito più votato della coalizione di centrodestra, ci sono già valutazioni in corso sul futuro di Mario Draghi Tre delle ipotesi avanzate all'interno del partito guidato da Giorgia Meloni sono note, mentre una quarta si sta facendo largo in queste ultime ore. Tra le possibilità, che non rappresentano una novità, avanzate già da diverse settimane, c'è quella che Mario Draghi diventi il prossimo segretario della Nato, prendendo il posto di Jens Stoltenberg, in carica dal 1 ottobre 2014 e in scadenza del suo secondo mandato. Ma sul tavolo ci sono da tempo anche altre due ipotesi: che diventi il prossimo presidente della Commissione europea o che vada a presiedere il Consiglio europeo. Sono tutte cariche che si rinnoveranno tra il 2023 e il 2024. Accanto a queste ipotesi, però, ce n'è una quarta che rappresenta un'assoluta novità, ossia che Mario Draghi assuma il ruolo di mediatore tra l'Ucraina e la Russia. È un ruolo che nei fatti non esiste ma che alcune settimane fa si pensava di affidare ad Angela Merkel, che non ricopre più ufficialmente alcun ruolo istituzionale primario in Germania.

La stima reciproca tra Mario Draghi e Giorgia Meloni, alla quale l'attuale presidente del Consiglio ha sempre riconosciuto un'opposizione leale, è alla base di un rapporto solido che, secondo molti, potrebbe agevolare l'eventuale passaggio di consegne tra i due a Palazzo Chigi.

In quest'ottica, come riporta la Stampa, potrebbe inserirsi il nome che circola da tempo nei corridoi di Fratelli d'Italia come prossimo ministro dell'Economia, ossia Fabio Panetta, membro attuale del comitato direttivo della Bce, come elemento di continuità con il precedente governo sulla tenuta dei conti pubblici.

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